Il fatto.
Nel mese di agosto è morto a Rante, in Galizia, Marcos Rodríguez Pantoja.
La Galizia è una regione della Spagna.
Marcos, però, era nato ad Añora, in provincia di Cordova, nel 1946.

La storia di Marcos.
Marcos nasce in un famiglia molto povera e rimane orfano di madre quando è molto piccolo.
Il padre si forma una nuova famiglia; e vende Marcos a un possidente terriero.
Da adulto Marcos ricorderà: “Mi ha venduto come una capra”.
Questo signore manda Marcos insieme a un vecchio capraio sulle montagne della Sierra Morena.

Il capraio gli rivolge la parola solo una volta e gli dice: “Mi chiamo Darmian”.
Gli insegna, però,ad accendere il fuoco, a muoversi nella montagna e a sfruttare le risorse che la natura offre per sopravvivere.
Poco dopo Darmian muore e Marcos rimane solo nelle montagne disabitate.
L’incontro con i lupi.
Su quelle montagne Marcos incontra un branco di lupi.
Dà ai cuccioli della carne, gioca con loro.
Quando, per sbaglio, fa male a un cucciolo la lupa gli dà un zampata ma non lo aggredisce e non la caccia dal branco.
Poco alla volta Marcos non è più una presenza tollerata, ma un membro del branco.
I lupi diventano la sua famiglia, la famiglia che non ha mai avuto.
Racconta: “Il primo contatto che ricordo con i lupi è che mi sono addormentato con i cuccioli”.
E ricorda con precisione quando una lupa lo accettò nella famiglia.
Racconta Marcos ” la lupa mi leccò, si strofinò contro il mio corpo per darmi calore e affetto, e io la abbracciai e mi rannicchiai con lei. Ancora oggi, quella è l’unica mamma che riconosco di aver avuto e quegli anni sono stati i più belli della mia vita“.
Marcos dimentica la lingua umana, ma impara a ululare a imitare gli uccelli e a richiamare i cervi.
Vive questa vita per più di 10 anni.
Una vita fatta di grotte, animali, acqua, boschi e silenzio.
Il ritorno nella “vita civile”.
Nel 1965 la polizia spagnola ritrova Marcos sulle montagne; aveva 19 anni.
Dopo così tanti anni trascorsi nella natura, gesti quotidiani indossare vestiti, mangiare con le posate, camminare eretto, parlare gli erano estranei.
Per Marcos imparare di nuovo quei gesti è faticoso e poco naturale.
Vive in strutture dove provano a “educarlo”.
La frattura tra gli anni immersi nella natura e la vita civile, però, rimane ed è dolorosa.
Gli uomini non capiscono Marcos e Marcos non capisce gli uomini.
Fa il servizio militare e fa diversi lavori; vive in molti posti diversi.
Alla fine si trasferisce in Galizia nella località di Rante, a San Cibrao das Viñas.
Qui trova una certa stabilità e si sente parte di una comunità.
Non smette mai di raccontare la sua storia che diventa prima un libro e poi un film.
Marcos dice che gli anni passati con i lupi sono stati i più felici della sua vita.
Una frase riassume bene il suo pensiero: “Io stavo molto bene, non sapevo che cosa fossero i soldi, ma il cibo non mi mancava”.
Il regista francese François Truffaut ha dedicato un film a un caso simile al caso di Marcos Rodríguez Pantoja.
Il titolo del film è Ragazzo Selvaggio.
Racconta il caso del “ragazzo selvaggio” Victor dell’Aveyron ritrovato nel 1798.
Immagine da un’intervista con Marcos Rodríguez Pantoja presente su Youtube.
Riassunto.
Nel mese di agosto è morto a Rante, in Galizia, Marcos Rodríguez Pantoja.
La vendita e l’abbandono.
Marcos nasce nel 1946 in Spagna da una famiglia molto povera.
Quando è ancora un bambino rimane orfano di madre.
Il padre lo vende e Marcos va a vivere sulle montagne della Sierra insieme a un vecchio capraio.
La solitudine e l’incontro con i lupi.
Il capraio gli insegna le basi per sopravvivere nella natura (come accendere il fuoco e muoversi in montagna) ma muore poco dopo.
Marcos rimane completamente solo.
Sulle montagne, incontra un branco di lupi: gioca con i cuccioli e viene accolto da una lupa che gli dà calore e affetto.
La vita nella natura.
Marcos vive con i lupi per più di 10 anni.
Durante questo periodo dimentica la lingua umana, impara a ululare e a imitare i versi degli animali, e vive in mezzo ai boschi e alle grotte.
Il ritorno tra gli uomini.
Nel 1965 la polizia spagnola ritrova Marcos e lo riporta alla civiltà.
Marcos ha 19 anni.
Per Marcos è molto faticoso e doloroso riabituarsi a camminare dritto, parlare, vestirsi e mangiare con le posate.
La stabilità e il ricordo.
Dopo aver fatto diversi lavori ed essersi spostato in molti luoghi Marcos si stabilisce in Galizia.
Lì trova stabilità e si sente accolto da una comunità.
Racconta la sua storia, che diventa un libro e un film.
Marcos ha sempre detto che gli anni vissuti con i lupi tra le montagne sono stati i più felici della sua vita.
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La storia di Marcos non va dimenticata perché merita il rispetto che non ha avuto in gran parte della sua esistenza. Non l’indifferenza di un padre ,ma il ricordo nostalgico di una madre che ha saputo trasmette amore gli ha dato la forza di vivere nella nostra società.