Come nasce il bikini.
Louis Réard è un sarto francese.
Un giorno osserva una donna che, sdraiata su una spiaggia a prendere il sole, arrotola il costume per abbronzarsi meglio.
Al sarto viene un’idea: creare un costume a due pezzi che lasci scoperto l’ombelico.
Siamo nel 1946 e l’ombelico della donna è un autentico tabù.
Il sarto sa che sta facendo scoppiare una bomba nel mondo della moda.
Per questo motivo chiama la sua creazione bikini.
Bikini, infatti, è un isoletta nel Pacifico dove – in quegli anni – gli Stati Uniti stanno facendo test nucleari.
Ecco un’immagine dei test nucleari.

Il 5 luglio 1946 debutta il “due pezzi”: è talmente scandaloso che nessuna modella accetta di sfilare con il bikini.
Renard deve quindi ingaggiare una spogliarellista professionista per presentare al pubblico la sua creazione.
Si chiama Micheline Bernardini.
Ecco la foto dello scandalo.

Come si può notare la modella tiene in mano una piccola scatola porta gioielli.
Dentro c’è il piccolo indumento: la scatola indica quanta poca stoffa ricopra il corpo della donna.
La modella riceve 50 mila lettere da ammiratori entusiasti.
Il successo del bikini.
Le autorità vietano in molti Paesi l’uso del bikini.
Le donne che osano indossarlo sono punite con multe salate.
Il bikini, però, diventa una sfida e un simbolo di libertà.
Brigitte Bardot lo impone sulle spiagge francesi.
Negli anni successivi il bikini appare in qualche film.
Una scena indimenticabile del film Agente 007 missione Goldfinger (1964), però, fa impennare le vendite del bikini.
Ecco Ursula Andress che esce dal mare con un bikini con un minaccioso coltello.
Questo indumento non è più un prodotto per poche donne coraggiose, ma diventa il costume da bagno di tutte le donne.
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Foto di Vitoria Lopes su Unsplash.
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