- Nel 2016 Michele Castaldo, strangolò, a Riccione, Olga Matei, la donna con cui aveva una relazione da circa un mese.
- Il tribunale, condanna – nel primo grado di giudizio – Castaldo a 30 anni di carcere.
- In appello, a febbraio 2019, la pena è stata ridotta a 16 anni perché i giudici hanno riconosciuto a Castaldo, le attenuanti generiche.
- Le attenuanti sono state riconosciute anche perché Castaldo avrebbe agito in preda ad una “tempesta emotiva e passionale”.
- Castaldo, inoltre, aveva iniziato a risarcire economicamente la figlia della vittima e anche questo ha contribuito alla riduzione della pena.
- la Procura generale di Bologna farà ricorso in Cassazione contro questa decisione.
FEMMINICIDIO. PENA DIMEZZATA: L’ASSASSINO AVEVA UNA “TEMPESTA EMOTIVA”

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