18 Gennaio 2024 |

Tempo di lettura: 21'

Davos e il World Economic Forum

Il Forum riunisce i maggiori leader politici, imprenditori e uomini e donne della cultura e della società di tutto il mondo
World economic forum. WEF/Michael Calabrò

Si riunisce dal 15 al 19 gennaio a Davos, in Svizzera, il World Economic Forum.

Il Forum riunisce i maggiori leader politici, imprenditori e uomini e donne della cultura e della società di tutto il mondo.

Lo scopo del Forum è di scrivere insieme le proposte per il futuro del pianeta. A partire dalla politica internazionale, i problemi regionali, la produzione industriale.

Il World Economic Forum è NATO nel 1971 ed è una associazione senza fini di lucro, si legge nel suo sito internet. È “indipendente, imparziale e non legato ad interessi particolari”.

Il suo fondatore è Klaus Schwab, economista e professore svizzero-tedesco.

La sua missione: “Impegnarsi per migliorare lo stato del mondo”.

Klaus Schwab

Il salotto buono del mondo

Davos è il salotto buono dell’1 per cento più potente al mondo.

Ma è anche un luogo dove si va per fare pressione, far capire alle élite di quali cambiamenti c’è bisogno.

Ci sono i capi politici dei maggiori stati al mondo, grandi imprenditori, intellettuali.

Ci sono le ONG, gli innovatori, la società civile.

Gli ospiti possono preparare dei punti informativi che illustrano le principali opportunità per gli investitori.

Le “case” sono appartamenti allestiti per gli ospiti per incontri e attività di promozione.

L’edizione 2024

Quest’anno a Davos sono presenti 60 capi di Stato e 2800 grandi personalità mondiali.

Tra i presenti, il presidente francese Emmanuel Macron, il premier spagnolo Pedro Sanchez, la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen.

Presenti anche il segretario di Stato statunitense Anthony Blinken, il segretario generale delle Nazioni unite (ONU) António Guterres, il premier cinese Li Qiang.

Ricostruire la fiducia” è il tema principale delle oltre duecento riunioni di lavoro.

La sicurezza del mondo e dell’economia e la collaborazione internazionale sono minacciate dalle guerre in corso. 

Presenti agli incontri l’ucraino Zelensky e l’israeliano Herzog. Ucraina e Palestina sono i due principali focolai di guerra mondiale oggi.

Creata a Davos anche la First Movers Coalition.

L’iniziativa vuole spingere le aziende a rifiutare le fonti di energia a base di petrolio e carbone e migliorare le tecnologie rinnovabili.

Le critiche

Una delle contraddizioni del World Economic Forum secondo alcuni è il fatto di chiedere a potenti e miliardari di risolvere i problemi del mondo. Quando sono loro la causa dei guai del pianeta.

Anche l’uso massiccio di aerei per raggiungere Davos e il cambiamento climatico all’ordine del giorno di ogni assemblea annuale è stato definito ipocrita.

L’ONG Oxfam sceglie Davos per denunciare miliardari sempre più ricchi e salari di intere popolazioni sempre più poveri.

Per altri Davos è una privilegiata fiera commerciale.

Ad esempio, Emmanuel Macron vuole attirare gli investimenti esteri in Francia.

Il presidente argentino Javier Milei cerca un aiuto per avere 4,7 miliardi di dollari dal Fondo Monetario Internazionale e in cambio offre il massacro dello Stato sociale.

I successi del Forum

Di positivo c’è che nel 1988 la firma della Dichiarazione di Davos ha permesso di evitare una guerra tra Turchia e Grecia.

Nel 1992 arrivarono a Davos il presidente del Sudafrica Frederik de Klerk e Nelson Mandela. Era un segnale della fine dell’apartheid.

L’anno dopo de Klerk e Mandela ricevettero il premio Nobel per la Pace.

Nel 2000 il World Economic Forum ha promosso l’Alleanza mondiale per vaccini e immunizzazione per migliorare l’accesso ai vaccini in tutto il mondo.

Un tema scottante: la guerra

Prima del World economic forum, Davos ha ospitato i capi della sicurezza nazionale di 83 paesi del mondo per un condronto sulle proposte dell’Ucraina per la pace.

Il presidente dell’Ucraina Zelensky è il protagonista della quarta giornata di lavori del Forum.

Lo stesso giorno è a Davos il premier cinese Li Quang.

In molti guardano alla Cina per la soluzione della guerra tra Ucraina e Russia.

Leggi anche: Lo Yemen e la guerra Israele-Hamas

Foto: WEF/Michael Calabrò;  © World Economic Forum/Faruk Pinjo

CONDIVIDI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *