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UNA VITA COME TANTE
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UNA VITA COME TANTE

HANYA YANAGIHARA

Hanya Yanagihara, hawaiana, autrice di Una Vita come tante
  • Il romanzo è del 2015 e l’editore italiano è Sellerio.
  • Il titolo originale è  A Little Life.
  • Io avrei tradotto Little con “insignificante”, che è ciò che il protagonista prova, sente di se stesso e della sua vita.
  • No, per me la vita che il libro racconta non è una vita come tante.
  • È  vero che le vite di molti esseri umani è piena di dolore provocato dagli altri, ma la vita che leggerete non è proprio come tante.
  • Un libro che mi mancherà, ora che ho terminato di leggerlo, anzi mi manca già, anzi questa sera penso che riprenderò a leggerlo per cercare altri tesori in esso racchiusi.
  • Un romanzo, come da tempo non leggevo, ricco come i romanzi dell’800 e attualissimo nei temi.
  • Fino a pagina 131 la scrittrice racconta la storia di 4 amici al college, le loro storie familiari, i loro sogni.
  • Giovani con un passato molto diverso, ma uniti e solidali. Giovani che continueranno ad essere amici, a condividere i loro successi professionali, a sostenersi nei momenti bui.
  • Li seguiremo fino all’età adulta. Un avvocato, un attore, un architetto, uno scultore. A New York.
  • Emerge in queste prime cento pagine che uno dei quattro, Jude, ha vissuto una storia atroce, ma è solo da pag.135 che la storia di questo ragazzo ha iniziato ad occupare totalmente il mio cuore e la mia mente. A volte anche di notte.
  • Potrei dirti che è una storia di violenza sessuale ai danni di un orfano, ma non basta.
  • Potrei dirti che è la storia di un orfano, maltrattato, umiliato, picchiato, violentato sia dai monaci, sia dagli assistenti di un orfanotrofio, sia da un tale dott. Traylor che lo vuole morto e prova ad ucciderlo, senza riuscirci, ma lasciandogli come ricordo una sofferenza fisica atroce per tutta la vita alla schiena e alle gambe.
  • Potrei dirti che è la storia di un bellissimo ragazzo che non sa di esserlo, perché il corpo non lo sente suo, perché odia il suo corpo o che è la storia di un avvocato di successo, di un giovane brillante ed intelligente.
  • Potrei dirti che è la storia di un disabile, di un malato, di un autolesionista, di un aspirante suicida.
  • Ma così non capiresti la forza della storia, la sua potenza, la sua unicità.
  • La scrittrice non indulge mai nella descrizione delle violenze e degli abusi subiti (Jude non riesce a raccontare nulla di ciò che ha vissuto), ma insiste sulle conseguenze che pesano ora dopo ora sulla creatura adulta, amata da amici e insegnanti, ma che si odia per ciò che è stato costretto a fare e ad essere.
  • Il dolore che  sente, si palpa, porta tutti ad aiutarlo, a stimarlo, ad essergli accanto, anche se nessuno sa veramente cosa Jude abbia vissuto durante la sua infanzia e adolescenza.
  • È così come ti ho scritto sopra, ma è molto di più. È  una storia di un dolore travolgente e di un amore che ripara, che aggiusta, che comprende, che accoglie, che abbraccia, che contiene, che permette di vivere ancora.
  • È un’altalena continua per il lettore: si scende negli inferi della brutalità umana e si sale nei vertici di amori paradisiaci.
  • È  una storia di amicizia, di amicizie, ma anche una storia di un forte amore paterno, percepito da Jude solo a 51 anni, dopo essere stato adottato a trent’anni, ma senza essere riuscito ad affidarsi al padre. Per paura di essere tradito, usato, abusato ancora una volta.
  • È  la storia dei ricordi che diventano mostri pronti a distruggere.
  • Jude non si ama e non capisce perché Harold, William, Malcom, JB, Andy, Richard e altri ancora possano amarlo.
  • Lo amano solo perché  non sanno chi lui sia veramente, chi sia stato.
  • è  soprattutto la storia di Jude e di William, di un’amicizia che diventa amore, amore tenero, amore platonico, amore totale che finalmente cambia la vita di Jude e anche quella del lettore.
  • La vita di Jude cambia ma non per sempre, perché nulla è per sempre, ma per fortuna anche nella vita di un uomo, che da bambino è stato ripetutamente violentato, può esserci spazio per la felicità.
  • Non so se questo sia il messaggio dell’autrice o è quello che io desidero sia il messaggio possibile: auguro a tutti coloro che durante l’infanzia hanno subito traumi che hanno lasciato cicatrici sanguinanti di poter essere felici.
  • La storia non termina qui, ma ti consiglio  di leggerla, per la sensibilità con la quale Hanya Yanagihara ha trattato temi attualissimi e per i suoi personaggi, in particolare Jude e William, indimenticabili.
  • William, di cui ti ho parlato pochissimo, è un eroe, un uomo capace di amare incondizionatamente e di dare a Jude la forza di vivere.
  • È  una storia di dolore: così mi disse il mio amico libraio quando me lo consegnò.
  • Ed io aggiungo: dolore, sì, tanto e amore, altrettanto.

Ecco il link per l’audiolibro: Una via come tante: audiolibro.

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