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TRENTA PER TRE. ROMANZO DI EURO CARELLO
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TRENTA PER TRE. ROMANZO DI EURO CARELLO

ECCO COME LO PRESENTA ROBERTA ISTAIA

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  • Si tratta di un romanzo distopico, cioè un romanzo che rappresenta un futuro negativo.
  • Questo futuro negativo è immaginato sulla base di tendenze negative della realtà del presente.
  • È un genere letterario che mi piace: gli scenari fantapolitici che vengono descritti in tali romanzi aiutano a riflettere su ciò  di cui gli uomini sono capaci per detenere il potere sui propri simili.
  • Autorevoli esempi sono Fahreneit 451 di R. Bradbury, 1984 di G. Orwell, senza dimenticare A. Huxley Il Mondo Nuovo o la più recente opera di Margaret Atwood, Il racconto della ancella.
  • Euro Carello descrive nel suo romanzo, che ho letto tutto d’un fiato, la società italiana impregnata di razzismo verso i migranti attraverso la storia tre personaggi: Shamil, Jab e Sunee.
  • Sono tutti e tre degli “storti”, ovvero immigrati irregolari, senza permesso di soggiorno. Ognuno di loro ha trovato un modo per sopravvivere alle difficoltà della vita.

LA TRAMA.

  • Shamil è un “caccia” ceceno, ovvero trova  i clandestini, rileva il loro DNA e li denuncia ai Rospi.
  • È  un duro, un violento, sempre muscoli e occhi tesi, sempre la mano dietro la schiena a contatto con la sua pistola. Per diventare regolare deve cacciarne trenta.
  • Trenta per te, lo slogan che illumina le notti della città, ricorda che se ne denunci 30, tu sarai salvo.
  • La tua salvezza sta nella fine dell’altro, che trovato verrà picchiato e imprigionato, nella migliore delle ipotesi. Nessuno vuole andare al C3.
  • “Fotogrammi rapidi del C3. La camerata buia, la stanza elettrica e la sedia con le catene, lo scherzo del corridoio, come lo chiamavano i Rospi, i colpi che arrivavano da tutte le parti e la fila di divise verdi che non finiva mai, le facce che sghignazzavano feroci, la luce in fondo sempre troppo lontana. E i calci e il vomito e gli schizzi di sangue sul pavimento”.
  • Jab è un pass africano: accompagna i migranti appena sbarcati dai caporali, che li useranno come schiavi per raccogliere la frutta e la verdura nei campi per pochissimi soldi.
  • Il suo compito è meno rischioso di quello di Shamil: è sufficiente far finta di non vedere, di non impicciarsi di ciò che capita a chi accompagna a destinazione.
  • Sunee è una giovane donna asiatica, carina.
  • Lei, appena sarà regolare vorrebbe comprarsi un vestito nero e poi con il tempo un’auto.
  • È riuscita ad affittare un appartamento piccolo e senza frigo fuori dal ghetto, ma per pagarlo è costretta a 2 lavori, uno di giorno, da badante irregolare in una casa di riposo per anziani e uno di notte in un locale come cameriera irregolare.
  • La notte e le ombre sono il contesto nel quale si svolge buona parte della vicenda, quella che porterà i tre protagonisti ad incontrarsi.
  • L’Italia è un non luogo in realtà, dove si muovono esseri tesi solo a denunciare l’altro o a sfruttarlo.
  • Non c’è traccia di compassione, di solidarietà, di bellezza, di civiltà.
  • Tutti gli storti anelano alla “carta gialla”, il permesso di soggiorno,  che permetterebbe loro di vivere senza temere “i verdi” o i “caccia” e per ottenerla sono capaci di tutto.
  • Gli italiani, sullo sfondo, si ubriacano nei bar, tentano di violentare le donne, organizzano aste per aggiudicarsi le donne,  oppure non si accorgono di nulla o fanno finta di non accorgersi di nulla.

IL SIGNIFICATO.

  • Una storia che ritrae una società senza speranza.
  • L’unico che si salva è un cane nero, che appare quando Sunee è in pericolo di vita, per scomparire subito dopo.
  • In questo libro, a differenza di altre distopie, l’autore non prova neanche a disegnare un tentativo di riscatto, nessuno si innamora (Winston di 1984), nessuno cerca la salvezza  nei libri (Guy Montang di Farheneit) comunicando la sua totale delusione nel genere umano.

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