7 Marzo 2024 |

Tempo di lettura: 11'

Haiti, le bande armate minacciano guerra civile

Il capo di una banda criminale locale che si fa chiamare Barbecue vuole che il presidente della repubblica in carica si dimetta
situazione politica e sociale ad Haiti

È divenuta esplosiva la situazione politica e sociale ad Haiti.

Il piccolo stato sorge nell’isola Hispaniola, nel mar dei Caraibi.

Il capo di una banda criminale locale che si fa chiamare Barbecue ha minacciato la guerra civile.

Vuole che il presidente della repubblica in carica, Ariel Henry, si dimetta.

Se non lo farà, spiega il capobanda, scatenerà una guerra “che porterà a un genocidio”.

Un paese allo sbando

Intanto, la popolazione di Haiti, circa 12 milioni di abitanti, è colpita da un’ondata di violenza.

L’intero paese è ormai in mano alle bande armate.

Il presidente Henry è intanto arrivato a Porto Rico, isola degli Stati Uniti.

È assente da diversi giorni dal suo Paese per un viaggio a Nairobi, in Kenya.

Il presidente, infatti, il 1 marzo ha firmato con il Kenya un accordo di cooperazione.

Tale accordo permette ad Haiti di contare su una Missione militare internazionale per affrontare il caos che scuote il Paese dei Caraibi.

Le conseguenze sulla popolazione

Il 29 febbraio le bande criminali hanno attaccato due carceri e hanno liberato migliaia di detenuti.

Il 5 marzo hanno dato l’assalto all’aeroporto internazionale dell’isola.

Intanto, 80 abitanti su 100 vivono in degradante povertà.

La metà della popolazione vive con un dollaro al giorno.

I bambini vengono catturati dalle bande per essere trasformati in combattenti.

I conflitti tra le bande in lotta fra loro fanno vittime anche tra la popolazione civile, già pesantemente colpita dai terremoti del 2010 e del 2021 e da numerosi uragani.

Gli spazi di movimento per raggiungere ospedali, servizi, acqua e cibo sono sempre più limitati.

La popolazione, insomma, è ostaggio delle bande che esercitano ogni forma di violenza sui civili.

E i soccorsi internazionali si fanno sempre più difficili.

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Foto di copertina: Dominic Chavez / World Bank CC

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