12 Febbraio 2024 |

Tempo di lettura: 8'

In Sicilia manca l’acqua. Dichiarato lo stato di calamità naturale

La siccità crea problemi agli allevamenti e alle coltivazioni
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Il fatto

Il 9 febbraio il presidente della Sicilia Renato Schifani ha dichiarato lo stato di calamità naturale in tutta la regione a causa della siccità.

L’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino aveva fatto questa richiesta.

La Sicilia è l’unica regione italiana che si trova in una situazione di emergenza per mancanza di acqua come il Marocco e l’Algeria, in Africa.

L’allevamento è uno dei settori più colpiti: manca, infatti, la vegetazione per nutrire gli animali.

Inoltre le forti piogge della scorsa primavera avevano impedito di fare scorte di fieno.

La mancanza d’acqua sta danneggiando anche la coltivazione dell’uva, perché i vigneti non possono essere irrigati.

A partire dall’8 gennaio alcuni comuni avevano già previsto il razionamento dell’acqua.

Lo stato di calamità

La dichiarazione dello stato di calamità naturale permette ai territori di combattere le emergenze con mezzi e poteri straordinari per limitati periodi di tempo.

Permette, inoltre, di spendere i fondi ricevuti burocrazia più snella.

La regione Sicilia ha anche incaricato un’unità di crisi locale di trovare possibili interventi strutturali.

In Sicilia infatti anche il trasporto delle acque è un problema.

Legambiente spiega che in Sicilia la dispersione delle acque negli acquedotti ha una media del 50 per cento delle risorse (Siracusa perde addirittura il 67,6 per cento).

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