29 Marzo 2024 |

Tempo di lettura: 11'

Il caso della scuola che chiuderà per la fine del Ramadan

I motivi della scelta e le polemiche politiche che ha scatenato
scuola pioltello chiusa ramadan

Il fatto.

Un istituto scolastico di Pioltelllo, un comune della periferia di Milano, ha deciso di sospendere le lezioni per il giorno della festa di fine Ramadan, che quest’anno è il 10 aprile.

La festa per la fine del Ramadan è la più importante festa religiosa per i fedeli musulmani.

Il 27 marzo il ministro Matteo Salvini (leader della Lega) ha criticato la decisione della scuola.

Salvini ha anche detto che bisognerebbe introdurre la soglia del 20 per cento di studenti stranieri nelle classi per migliorare la qualità didattica.

Approfondimento.

Salvini ha detto che chiudere la scuola per il Ramadan è “una scelta inaccettabile, contro i valori, l’identità e le tradizioni del nostro paese”. 

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha appoggiato Salvini.

Ha detto, infatti, che le scuole non possono stabilire nuove festività in modo diretto o indiretto.

Il preside della scuola ha spiegato, però, che la scuola ha deciso la chiusura per motivi didattici e non religiosi perché in quel giorno molti allievi sono assenti.

Il 43 per cento degli allievi, infatti, sono musulmani.

La legge italiana prevede che le scuole debbano:

  • garantire 200 giorni di attività didattica;
  • adattare il calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali.

Il limite degli studenti stranieri.

Una circolare del Ministero dell’Istruzione del 2010 prevede già che il numero di alunni stranieri con una “ridotta conoscenza della lingua italiana” non deve superare il 30 per cento degli iscritti in ogni classe e in ogni scuola.

Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione quasi il 7 per cento delle classi in Italia supera la soglia del 30 per cento.

I dati comprendono, però, gli studenti gli alunni senza cittadinanza ma nati in Italia.

Gli alunni nati all’estero sono in media solo 0,5 per cento

La scuola di Pioltello.

L’istituto Iqbal Masih comprende una scuola per l’infanzia, la primaria e la secondaria.

L’istituto è intitolato a un bambino pakistano che a 5 anni era stato venduto dal padre a un venditore di tappeti e costretto a lavorare incatenato al telaio.

Masih si ribellò e diventò un simbolo della lotta contro il lavoro minorile.

Morì a 12 anni in circostanze non chiare.

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