27 Marzo 2024 |

Tempo di lettura: 8'

La Russia sta incolpando l’Ucraina dell’attentato a Mosca

Il direttore dei servizi segreti ha anche suggerito il coinvolgimento di Stati Uniti e Gran Bretagna
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Il fatto.

Venerdì 22 marzo c’è stato un attentato terroristico in un teatro (Crocus City Hall) di Mosca, la capitale della Russia.

L’attentato ha ucciso almeno 138 persone.

L’Isis (Stato Islamico) ha rivendicato l’attentato.

La polizia ha arrestato alcuni attentatori.

Quattro attentatori sono apparsi in tribunale con evidenti segni di torture subite negli interrogatori.

Che cosa hanno detto le autorità russe.

Sabato 23 marzo Putin, parlando dell’attentato, non ha citato l’Isis.

Ha detto, invece, che l’Ucraina aveva un piano per fare fuggire gli attentatori.

Martedì 26 marzo il direttore dei servizi segreti russi (Fsb) ha detto che gli attentatori al teatro di Mosca sono stati «addestrati da Kiev in Medio Oriente».

Ha detto anche che l’Ucraina si preparava ad accoglierli «come eroi».

Infine ha detto che, dai primi risultati dell’inchiesta, risulta «un coinvolgimento degli Usa e della Gran Bretagna».

Anche il segretario del Consiglio di sicurezza  russa ha insistito sulla responsabilità dell’Ucraina.

A una domanda ha, infatti, risposto: «Certo, è stata l’Ucraina».

Martedì 26 marzo il presidente della Bielorussia (Aleksandr Lukashenko) ha però detto che gli attentatori stavano cercando di fuggire proprio in Bielorussia.

Lukashenko, che è alleato di Putin, ha quindi smentito la tesi dell’Ucraina pronta ad accogliere «come eroi» i terroristi.

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Foto di ANTIPOLYGON YOUTUBE su Unsplash.

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