8 Febbraio 2024 |

Tempo di lettura: 14'

Un mare di plastica. Disastro ecologico in Galizia

Solo in Europa, spiega Greenpeace, ogni anno 160mila tonnellate di plastica in pallini vengono scaricate nell’ambiente.
Piccoli grani di plastica. GaiBru Photo. CC. Copyright: © 2019 Carlos Miguel Forero

Milioni di piccoli grani di plastica hanno invaso il fondale marino e la costa della Galizia.

La Galizia è una regione della Spagna del nord che si affaccia sull’Oceano Atlantico.

L’8 dicembre 2023 la nave Toconao della compagnia Maersk ha perso 6 container al largo del Portogallo.

Uno di questi container portava 25mila chilogrammi di pallini di plastica.

Subito i gruppi di volontari hanno iniziato a ripulire la costa.

Tra i volontari ci sono i gruppi di Greenpeace che ha rilanciato la notizia per chiedere un sostegno a questa attività.

Un problema enorme

Ma questa è solo una parte del problema.

Solo in Europa, spiega Greenpeace, ogni anno 160mila tonnellate di plastica in pallini vengono scaricate nell’ambiente.

Un peso che equivale a 20 volte il peso della Torre Eiffel.

Un problema che interessa anche l’Italia.

Ad esempio, vicino all’impianto petrolchimico di Brindisi.

Se pensiamo a tutti i tipi di plastica, dai 4 ai 12 milioni di tonnellate di plastica finiscono nei mari di tutto il mondo ogni anno.

L’80 per cento dell’inquinamento del mare.

“Ora più che mai serve un intervento globale”, scrive Greenpeace.

“Si devono coinvolgere tutti gli Stati sotto l’egida delle Nazioni Unite, per l’istituzione di un trattato globale contro la plastica che riduca la produzione”.

I danni globali dovuti alla plastica

La plastica impiega centinaia di anni per degradarsi.

Ormai, fa parte della nostra vita quotidiana ed è contenuta in moltissimi dei prodotti e degli imballaggi che usiamo quotidianamente.

Si calcola che negli ultimi 65 anni ne sono state prodotte 8300 milioni di tonnellate.

L’azione dell’acqua di mare e delle correnti spezza gli oggetti di plastica e li riduce a dimensioni microscopiche.

Di conseguenza, questi pezzi microscopici di plastica finiscono nella catena alimentare dei pesci e degli uccelli.

Sono una delle principali cause di soffocamento degli animali.

La plastica mette a rischio 115 specie tra uccelli e pesci.

E poi finisce negli alimenti che portiamo nelle nostre tavole.

Cosa fare?

Occorre quindi riusare gli imballaggi finché è possibile e smaltirli correttamente nella raccolta differenziata.

Ma soprattutto evitare di acquistare prodotti con troppa plastica d’imballaggio.

Purtroppo, gli interessi industriali ed economici legati alla produzione di plastica fermano ogni tentativo di svolta ambientale.

La strada è ancora in salita.

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Immagine: autore GaiBru Photo. CC. Copyright: © 2019 Carlos Miguel Forero

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