15 Settembre 2026 |

Tempo di lettura: 6'

Perché il prezzo del petrolio è aumentato

Per l'Arabia Saudita è diventato molto difficile esportare il suo petrolio. Il rischio è l'allargamento della guerra in medio oriente
perché aumenta prezzo del petrolio

Il prezzo del petrolio risente della crisi in medio oriente iniziata con l’attacco degli Stati Uniti e Israele del 28 febbraio scorso.

L’Iran, infatti, controlla da mesi lo stretto di Hormuz e le navi non possono passare.

Dall’11 settembre gli Houti controllano lo stretto di Bab el Mandeb.


Gli Houti sono una milizia favorevole all’Iran; ma soprattutto nemici dell’Arabia Saudita.

Gli Houti, infatti, dal 2014 sono in guerra con il governo dello Yemen; l’Arabia Saudita sostiene, invece, il governo dello Yemen.


Gli Stretti di Hormuz e Bab e Mandeb e l’oleodotto Est-Ovest (da Google Maps, rielaborato).

L’11 settembre, inoltre, milizie favorevoli all’Iran – e presenti in Iraq – hanno bombardato l’oleodotto Est-Ovest che attraversa l’Arabia Saudita.

Ora l’oleodotto è stato chiuso.

l’Arabia Saudita si trova nella condizione di non poter spostare il petrolio che produce.

L’unica via rimane, oggi, il canale di Suez e poi il Mar Mediterraneo.

I tempi del trasporto del petrolio aumenterebbero, però, di un mese.

E di conseguenza aumenterebbe anche il prezzo del petrolio.

Questa situazione ha fatto aumentare di nuovo il prezzo del petrolio e quindi dei carburanti che tutti usiamo.


l’Arabia Saudita produce, infatti, circa il 12 per cento del petrolio mondiale; è il secondo produttore dopo gli Stati Uniti.



Il rischio maggiore è, però, l’allargamento dei conflitti in medio oriente.

Per il momento l’Arabia Saudita non ha risposto agli attacchi.

A inizio agosto, però, l’Arabia Saudita ha firmato alla Mecca un patto di mutua difesa con Pakistan e Turchia.

Riassunto.

La crisi nel Medio Oriente fa salire il prezzo del petrolio.

L’Iran e gli Houti bloccano due stretti marittimi per le navi.

In più, alcune milizie hanno bombardato l’oleodotto dell’Arabia Saudita, che ora è chiuso.

Questo Paese produce il 12 per cento del petrolio mondiale, ma non può spostarlo.

I tempi di trasporto aumentano di un mese.

Di conseguenza, i carburanti che usiamo tutti costano di più.

Il rischio maggiore, però, è l’allargamento della guerra in medio oriente.

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