20 Luglio 2023 |

Tempo di lettura: 19'

EGITTO: IL PRESIDENTE GRAZIA PATRICK ZAKI

Libero arriverà presto in Italia
patrick zaki

Patrick Zaki è un attivista egiziano di religione copta. (I copti sono i cristiani d’Egitto).

Zacki lavorava per un’organizzazione umanitaria svolgendo ricerche sui diritti umani e di genere.

2020.

Nel 2020 studiava all’Università di Bologna.

Il 7 febbraio 2020 va in Egitto per vedere la sua famiglia, ma è stato arrestato all’aeroporto del Cairo.

L’accusa, resa nota solo in un secondo momento, è di propaganda sovversiva per alcuni suoi articoli.

Zacki è quindi portato nel carcere di Mansoura vicino alla capitale dell’Egitto, il Cairo.

L’avvocato di Zaki riferisce che il suo assistito subisce torture e trattamenti degradanti.

In Italia inizia subito la mobilitazione a favore di Zaki che si estende subito anche all’estero.

Solo il 29 agosto riceve la prima visita in carcere.

Le udienze del processo sono spesso rinviate; Zaki resta in carcere perché il tribunale egiziano rinnova la custodia cautelare.

2021.

L’11 gennaio 2021 la città di Bologna conferisce a Zaki la cittadinanza onoraria.

Dopo 19 mesi di custodia cautelare arriva il rinvio a giudizio.

Il processo si apre a Mansura e Amnesty International fa sapere che lo studente egiziano rischia cinque anni di carcere.

Il 7 dicembre, alla terza udienza del processo, il tribunale stabilisce la scarcerazione di Zaki.

L’8 dicembre Zaki esce dal carcere e abbraccia la madre.

2022.

Il processo subisce continui rinvii fino a slittare direttamente al 2023.

2023.

Si svolgono alcune udienze dl processo che si concludono con un nulla di fatto.

Il 5 luglio 2023, Zaki discute la laurea, conseguita in collegamento internet tra l’Egitto e Bologna.

La sua tesi su media, giornalismo e impegno pubblico ha ottenuto una valutazione di 110 e lode.

Il 18 luglio, il tribunale emette il verdetto: condanna Zaki a 3 anni di carcere.

La sentenza è senza appello perché emessa da un tribunale speciale.

Subito dopo il verdetto la polizia trattiene Zaki. Un avvocato di Zaki spiega che dovrà scontare 1 anno e 2 mesi, sottraendo i periodi di custodia cautelare.

Il 19 luglio il presidente dell’Egitto al-Sisi concede la grazia a Zaki.

Il 20 luglio Zaki torna libero.

Insieme a Patrick Zaki, ieri è stato graziato anche l’attivista e avvocato Mohamed al Baqer, e un imprecisato numero di detenuti.

Spesso in Egitto, in occasione di una festività religiosa o di un anniversario, i detenuti ottengono la grazia.

Il governo di l-Sisi è un governo autoritario che non rispetta le libertà dei cittadini.

Secondo le stime dei gruppi per i diritti umani, migliaia di prigionieri politici restano in custodia in Egitto, molti dei quali ancora senza processo.

Quest’anno i nuovi arresti sono stati migliaia e solo l’anno scorso sono state inaugurate nuove carceri di massima sicurezza.

LE REAZIONI DEL GOVERNO ITALIANO.

Per il governo Meloni la liberazione di Zaki è un successo.

Ecco le parole di Giorgia Meloni: «Io voglio ringraziare il presidente Al Sisi per questo gesto molto importante. Fin dal nostro primo incontro a novembre io ho posto la questione e ho sempre riscontrato da parte sua ascolto e disponibilità. Voglio ringraziare l’intelligence, i diplomatici, sia italiani che egiziani» ha detto Meloni.

Mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha scritto: «Grazie alla politica estera del Governo abbiamo dato un contributo decisivo per liberare questo giovane studente».

Il governo Meloni ha buoni rapporti con il governo egiziano.

Per approdondire leggi: Breve storia dei rapporti tra Meloni e al-Sisi.

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