29 Maggio 2024 |

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Palestina e Israele. Come nasce un conflitto

La storia di Israele e del sionismo per capire come si è giunti alla strage del 7 ottobre e ai massacri di Gaza, oggi sotto i nostri occhi
Wikimedia Commons Palestina e Israele

La storia della Palestina nel XX secolo è complessa e piena di conflitti.

Durante questo periodo, la regione ha vissuto cambiamenti significativi a livello politico, sociale e territoriale.

All’inizio del secolo, la Palestina fa parte dell’Impero ottomano.

Dopo la prima guerra mondiale, l’Impero ottomano viene smembrato e la Palestina passa sotto la Gran Bretagna secondo quanto stabilito dalla Società delle Nazioni.

Nel corso degli anni ’20 e ’30 si assiste a un aumento delle tensioni tra gli ebrei e gli arabi palestinesi.

Le tensioni culminano nella rivolta araba del 1936-1939 contro l’occupazione britannica e l’immigrazione ebraica.

Dopo la II Guerra Mondiale. Il 1948 e la Nakba

Dopo la seconda guerra mondiale e l’Olocausto, cresce la pressione internazionale per la creazione di uno stato ebraico.

Nel 1947, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva il piano di spartizione della Palestina in due stati, uno ebraico e uno arabo, con Gerusalemme come area internazionale.

L’annuncio del piano porta a un’escalation della violenza tra comunità ebraiche e arabe.

Nel 1948, poco dopo il ritiro britannico, il 14 maggio Israele dichiara la sua indipendenza, dando inizio alla guerra arabo-israeliana.

La guerra ha per i palestinesi un nome che ancora oggi risuona nelle zone occupate: la Nakba (“catastrofe” in arabo).

Fu un evento drammatico, che portò all’esodo 700.000 palestinesi.

La guerra divide dunque la Palestina: Israele occupa gran parte del territorio assegnato al futuro stato arabo secondo il piano delle Nazioni Unite.

La Cisgiordania va sotto il controllo della Giordania e la Striscia di Gaza dell’Egitto.

Da allora, la Palestina è rimasta al centro di conflitti e tensioni, con guerre, occupazioni e tentativi di negoziato per una soluzione a due stati.

Un’idea, quella dei due Stati, che continua a essere oggetto di dibattito e controversia a livello internazionale.

La guerra dei 6 giorni

Negli anni successivi, il conflitto israelo-palestinese ha continuato a essere caratterizzato da cicli di violenza, negoziati interrotti e scontri armati.

Durante la guerra dei sei giorni del 1967, Israele occupa la Cisgiordania, la Striscia di Gaza, Gerusalemme Est e le Alture del Golan.

Estende così il suo controllo su territori palestinesi e arabi.

Questo porta alla nascita di un movimento di resistenza palestinese: l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), guidata da Yasser Arafat.

La lotta per l’indipendenza palestinese si intensifica, con attacchi terroristici, scontri armati e rappresaglie da entrambe le parti.

Camp David

Negli anni ’80 iniziano i negoziati di pace tra Israele e i palestinesi, che culminano negli Accordi di Oslo del 1993, che prevedono una transizione graduale verso l’autonomia palestinese nei territori occupati.

Tuttavia, il processo di pace subisce numerosi ostacoli: gli attacchi terroristici palestinesi e la costruzione di insediamenti israeliani nei territori occupati.

Nel 2000, i negoziati di pace a Camp David falliscono, dando origine alla Seconda Intifada, un’escalation di violenza tra palestinesi e israeliani che dura fino al 2005.

Nel frattempo, la costruzione di insediamenti israeliani nei territori occupati è continuata, complicando ulteriormente la prospettiva di una soluzione a due stati.

Nel 2005, Israele si ritira unilateralmente dalla Striscia di Gaza, ma il territorio rimane sotto un rigoroso blocco israeliano, mentre Hamas prende il controllo della Striscia.

 Nuovi conflitti armati si creano tra Israele e Hamas.

Negli ultimi anni, i tentativi di negoziato per una soluzione a due stati sono rimasti bloccati, con la questione dei confini, dei rifugiati, di Gerusalemme e degli insediamenti ancora irrisolta.

La situazione continua a generare tensioni e violenze periodiche.

Fino alla tragica giornata del 7 ottobre con la morte di 1200 cittadini israeliani e l’avvio della tremenda occupazione di Gaza da parte dell’esercito israeliano che causa oltre 35.000 vittime.

Da entrambe le parti hanno preso il controllo le fazioni più estremiste e aggressive del panorama politico.

Prima della creazione dello stato di Israele

Facciamo dei passi indietro.

L’istituzione dello Stato di Israele è stata il risultato di una serie di eventi storici e di pressioni internazionali.

Il movimento sionista promuove la creazione di uno stato ebraico in Palestina, la “terra promessa” del popolo ebraico.

Nasce a partire dall’emancipazione degli ebrei dopo la Rivoluzione francese.

Nel 1860 nasce l’Alleanza israelitica universale con lo scopo di sostenere l’emancipazione delle comunità ebraiche del Nord Africa e del Medio Oriente.

Nel 1861 il filantropo Moses Montefiore finanziò nel 1861 la costruzione di un sobborgo ebraico a Gerusalemme, mentre nel 1870 venne fondata la Mikveh Israel, la prima scuola agraria ebraica.

Nel 1892 la comunità ebraica palestinese supera le 50.000 unità.

nasce il detto “Un popolo senza terra per una terra senza popolo“, che esclude a priori la presenza dei palestinesi.

Il movimento sionista guadagna slancio, in risposta all’antisemitismo in Europa e alla ricerca di un rifugio per gli ebrei.

È del 1895 il caso Dreyfus che scuote la Francia e mette in evidenza la diffusione dell’antisemitismo in tutto il continente europeo.

Il primo Congresso sionista mondiale si celebra a Basilea nel 1897.

Il Novecento

Nel 1917, il governo britannico pubblica la Dichiarazione Balfour, che sostiene “l’istituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico”.

Dopo la prima guerra mondiale, la Palestina passa sotto il mandato britannico secondo quanto stabilito dalla Società delle Nazioni.

Durante questo periodo, l’immigrazione ebraica in Palestina aumenta sensibilmente, portando alle prime forti tensioni con la popolazione araba locale.

Dopo la seconda guerra mondiale e l’Olocausto, la pressione internazionale per la creazione di uno stato ebraico aumenta.

Nel 1947, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approva il piano di spartizione della Palestina, che prevede la creazione di due stati, uno ebraico e uno arabo, con Gerusalemme come area internazionale.

Il 14 maggio 1948, il giorno prima della scadenza del mandato britannico sulla Palestina, David Ben Gurion, leader del movimento sionista e capo dell’Agenzia Ebraica, dichiara l’indipendenza di Israele, stabilendo così lo Stato ebraico.

Subito dopo la dichiarazione di indipendenza, molti Paesi riconoscono Israele, ma la sua esistenza è contestata da molti stati arabi confinanti.

Inizia così la guerra arabo-israeliana del 1948, che segna il primo conflitto tra Israele e i suoi vicini arabi.

Cosa dice la Dichiarazione Balfour del 1917

La Dichiarazione Balfour del 1917 è una dichiarazione di supporto del governo della Gran Bretagna alla creazione di un “focolare nazionale per il popolo ebraico” in Palestina.

La dichiarazione viene emessa il 2 novembre 1917 dal Ministro degli Esteri britannico Arthur Balfour e indirizzata al barone Lionel Walter Rothschild, un leader della comunità ebraica britannica.

Il testo completo della dichiarazione recita:

“Caro Lord Rothschild,

Ho il piacere di informarLa che il governo di Sua Maestà considera favorevolmente l’istituzione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico e farà ogni sforzo per agevolare il raggiungimento di questo obiettivo, essendo chiaro che non verranno pregiudicati i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche esistenti in Palestina, né i diritti e lo status politico di cui godono gli ebrei in qualsiasi altro paese.

Le sarei grato se volesse portare questa comunicazione all’attenzione della Federazione sionista.

Cordialmente suo,

Arthur James Balfour”

Questa dichiarazione ha avuto un significativo impatto storico, poiché rappresenta il primo impegno ufficiale di un governo europeo a favore della creazione di uno stato ebraico in Palestina.

Un contributo decisivo al movimento sionista e alla fondazione dello Stato di Israele nel 1948.

Leggi anche: Striscia di Gaza: Israele bombarda anche il sud

Foto: Rawpixel CC

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