22 Giugno 2024 |

Tempo di lettura: 15'

La morte del bracciante indiano Satnam Singh

Il datore di lavoro ha portato il bracciante a casa e lasciato il braccio in una cassetta da frutta
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Il fatto.

Il 17 giugno un lavoratore indiano ha perso un braccio mentre stava lavorando nei campi intorno a Latina, nel Lazio.

Il suo nome è Satnam Singh ed aveva 31 anni.

Il 19 giugno Singh è morto all’ospedale San Camillo di Roma dopo diversi tentativi fatti dai chirurghi per salvargli la vita.

Era in Italia da 3 anni e lavorava per l’azienda agricola di Antonello Lovato.

Anche la moglie di Singh lavora per l’azienda di Lovato.

Né Sigh né la moglie avevano un contratto di lavoro.

L’incidente e i mancati soccorsi.

Singh stava preparando le serre per la coltivazione dei meloni quando all’improvviso è rimasto incastrato in un macchinario utilizzato per avvolgere la plastica.

La forte pressione gli ha causato la mutilazione del braccio e la frattura delle gambe.

Antonello Lovato ha caricato Singh su un furgone insieme alla moglie e lo ha portato a casa. Il lavoratore è stato lasciato di fronte al cancello, mentre il braccio è stato messo in una cassetta della frutta.

Né Lovato né i colleghi di Singh hanno chiamato i soccorsi.

Lovato, è ora accusato di omicidio colposo, omissione di soccorso e violazione delle norme sulla sicurezza.

Da cinque anni l’azienda Lovato era sotto indagine per caporalato,

Secondo le accuse usava manodopera straniera per pochi euro al giorno, senza ferie né riposi e con orari di lavoro superiori a quelli consentiti dalla legge.

Le condizioni di lavoro nell’agricoltura in Italia.

Anche in provincia di Latina (zona chiamata “agro pontino”), la produzione agricola si basa sullo sfruttamento dei lavoratori, quasi esclusivamente immigrati.

In provincia di Latina lavorano soprattutto indiani.

I dati ufficiali dell’INPS dicono che i lavoratori indiani sono circa 9mila, ma molti lavorano senza contratto e senza avere il permesso di soggiorno, perciò si stima che siano almeno il doppio.

Qui come in altre zone agricole d’Italia i cosiddetti “caporali” reclutano i lavoratori.

I caporali sono persone che fanno da intermediari tra i titolari delle aziende e i lavoratori.

I caporali trovano anche una casa ai lavoratori e li portano al lavoro.

I lavoratori pagano questi servizi ai caporali con una parte del loro guadagno.

La paga di questi lavoratori è di 3-4,5 euro l’ora.

Il contratto dei lavoratori agricoli prevede, però, una paga base di 9 euro lordi all’ora.

Un lavoratore lavora circa 14 ore il giorno.

Secondo l’ultimo rapporto Agromafie e caporalato della Cgil un quarto di tutti i braccianti, cioè circa 230mila persone, sono sottoposti a sfruttamento nelle campagne italiane.

Il 22 giugno i sindacati hanno proclamato uno sciopero di due ore e circa cinquemila persone hanno manifestato davanti alla procura di Latina, chiedendo giustizia per Singh. 

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Immagine tratta da Sbilanciamoci.

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