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MORIRE DI LAVORO IN GIAPPONE

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 LA PUBBLICITARIA

• Ai primi di ottobre di quest’anno il tribunale giapponese ha condannato una famosa agenzia pubblicitaria.

• Questa agenzia è stata condannata per aver obbligato i suoi dipendenti a fare troppe ore di lavoro straordinario.

• Le indagini che hanno portato a questa sentenza hanno preso l’avvio nel 2015.

• In quell’anno, infatti, una dipendente dell’agenzia si uccise gettandosi dal tetto del dormitorio per i lavoratori.

• La donna si chiamava Matsuri Takahashi e aveva solo 24 anni.

• Matsuri faceva ogni mese circa 100 ore di straordinario e il suo superiore la mortificava se non era anche allegra e ben truccata.

• Se facciamo due conti aggiungere 100 ore di lavoro in un mese significa lavorare 5 ore in più ogni giorno oltre le ore normali, oppure rinunciare a tutti i riposi.

• Ogni giorno, Matsuri condivideva su Twitter (un sito social) i suoi stati d’animo.

Eccone uno per tutti “Hanno deciso che devo lavorare sempre, dal sabato alla domenica. Vorrei davvero che finisse tutto”.

• La notte di Natale Matsuri ha deciso di gettarsi e far finire tutto.

LA GIORNALISTA

• Miwa Sado era una famosa giornalista di una rete televisiva.

• Nel 2013, Miwa morì per arresto cardiaco ed aveva solo 31 anni.

• Le indagini scoprirono che nel mese precedente Miwa aveva lavorato senza riposi settimanali e fermandosi a lavorare tutti i giorni fino a mezzanotte.

• Questi sono due casi in cui la morte per troppo lavoro è finita in tribunale, ma è un problema molto diffuso.

IL FENOMENO

• Lavorare fino ai limiti delle proprie forze in Giappone è ritenuto un dovere e un segno di dedizione.

• Se pensiamo ai famosi kamikaze (gli aviatori suicidi) della Seconda Guerra Mondiale, ci rendiamo conto come la dedizione al proprio dovere fino al sacrificio faccia parte della cultura giapponese.

• Molti lavoratori, infatti, lavorano gli straordinari gratuitamente.

• Secondo le autorità giapponesi lavorare 80 ore di straordinari al mese in media per sei mesi o 100 ore di straordinari in un mese sono limiti accettabili.

• Se si superano questi limiti si rischia di morire.

In Giappone morire per aver lavorato troppo è un fenomeno così diffuso che c’è un nome per identificare il problema: “karoshi”.

• Il primo caso di karoshi è stato segnalato nel 1969 con la morte di un operaio di 29 anni nel reparto di trasporto di un giornale.

• Esperti calcolano che ogni anno in Giappone circa 2 mila persone muoiono per il troppo lavoro.

IL GOVERNO

• Il governo giapponese sembra intenzionato a gestire questo fenomeno.

• Il governo ha, infatti, pubblicato un’indagine sul troppo lavoro.

• Quest’indagine segnala che un’azienda su quattro fa fare ai suoi dipendenti circa 80 ore di straordinario al mese, mentre il 12 per cento pretende più di 100 ore al mese di lavoro straordinario.

• Come abbiamo visto queste ore di lavoro in eccesso spesso non sono retribuite.

• La morte della giovane pubblicitaria è costata all’agenzia riconosciuta responsabile della sua morte solo 4 mila euro.

• È difficile pensare che cifre del genere possano indurre un datore di lavoro a rispettare la vita dei suoi dipendenti.

• L’agenzia pubblicitaria, dopo la condanna, ha almeno deciso di spegnere le luci degli uffici alle 22 per obbligare i suoi dipendenti ad andare a casa.

• Forse è un po’ poco?

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