Il Festival delle Abilità è tornato a Milano dal 12 al 20 settembre.
Il viaggio del Festival è iniziato con un’esperienza immersiva presso il centro commerciale Milanofiori ad Assago, per poi concludersi tra teatro, danza e musica al Parco e Biblioteca Chiesa Rossa.
Nel mezzo, ha raccontato un mondo accessibile attraverso il restauro di due murales: “L’arte di sentire con il cuore la terra” di Tizio e Ratzo e “Il muro liberato” di Piger, ispirato alla poesia di Antonio Giuseppe Malafarina.
Ci sono mostre accessibili.
Oggi 18 settembre la tavola rotonda sul tema “Accessibilità: la chiave della partecipazione”, in collaborazione con il Municipio 5.
Il Festival delle Abilità è un’iniziativa promossa dalla Fondazione Mantovani Castorina ETS.
Il Festival si svolge dal 12 al 20 settembre negli negli spazi della Biblioteca e del Parco Chiesa Rossa.
Il tema dell’edizione 2026 del Festival è: “Cittadinanza – Diversità che fa comunità”.
La conferenza stampa di presentazione.
Alla conferenza stampa di presentazione l’Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano Lamberto Bertolè.
Bertolè ha detto: «Parlare di accessibilità significa prima di tutto costruire cultura e consapevolezza.
Rendere uno spazio, un evento o un’esperienza maggiormente accessibili non riguarda soltanto le persone con disabilità, ma contribuisce a cambiare lo sguardo di tutta la comunità.
L’accessibilità ci invita a riconoscere bisogni diversi e a progettare una città capace di accogliere le differenze, trasformandole in una risorsa per tutti.»
Il direttore artistico del Festival è Vlad Scolari.
Scolari ha detto: «Il Festival vuole far dialogare artisti, persone con e senza disabilità, associazioni e cittadinanza, perché crediamo che la cultura sia uno degli strumenti più potenti per conoscere le differenze, superare gli stereotipi e costruire comunità.»
Il direttore della Fondazione Mantovani Castorina è Simone Fanti.
Fanti ha detto: «Il tema di quest’anno, “Cittadinanza – Diversità che fa comunità”, riapre il dibattito sul diritto delle persone con disabilità di essere cittadini al 100 per cento».
Sul significato concreto dell’accessibilità è intervenuta anche Martina Gerosa, Disability Manager, referente per l’accessibilità del Festival.
Gerosa ha detto: «Quando parliamo di accessibilità tendiamo spesso a immaginare qualcosa di complesso, mentre molte volte nasce proprio dalle cose più semplici: ascoltare, chiedere, osservare e trovare soluzioni concrete.
Dobbiamo essere consapevoli che non esiste un’accessibilità universale, capace di rispondere contemporaneamente a ogni possibile esigenza.
Le disabilità e i bisogni delle persone sono differenti.
Per questo l’accessibilità deve essere pensata e progettata di volta in volta, individuando strumenti e accorgimenti adeguati alle persone e ai contesti. Non una formula unica, dunque, ma un processo continuo di ascolto e adattamento.»
Il Festival delle Abilità mette al centro un approccio all’accessibilità costruito a partire dai diversi contesti e dalle esigenze delle persone.
Gli appuntamenti prevedono strumenti per l’abbattimento delle barriere comunicative, tra cui interpretariato LIS, presente anche durante la conferenza stampa dell’8 settembre, audiodescrizione e sistemi di trascrizione istantanea.
L’obiettivo non è proporre un modello astratto di “accessibilità per tutti”, ma sperimentare modalità, strumenti e soluzioni differenti che possano ampliare concretamente le possibilità di partecipazione, nella consapevolezza che bisogni diversi richiedono risposte diverse.
Clicca sotto per vedere il programma completo del Festival.
Foto: La locandina del Festival.
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