27 Novembre 2023 |

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L’OMICIDIO DI GIULIA CECCHETIN E LE PROTESTE IN PIAZZA IL 25 NOVEMBRE

500 mila persone alla manifestazione di Roma
roma manifestazione violenza contro le donne

Il 25 novembre si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Il 19 novembre era stato trovato il cadavere di Giulia Cecchettin, la studentessa uccisa dal suo ex fidanzato.

Il 20 novembre Elena, la sorella di Giulia Cecchettin, aveva scritto una lettera al Corriere della Sera.

In questa lettera Elena ha lanciato 4 messaggi.

Elena nella lettera dice che:

Il suo non è un lutto privato ma pubblico e politico;

l’assassino di sua sorella non è un mostro ma un ragazzo normale;

gli uomini tutti devono mettersi una mano sulla coscienza: una società di uomini che non rispettano e non sanno amare le donne produce questi ragazzi normali;

l‘unico modo per onorare Giulia è parlare e “bruciare tutto”.

Elena Cecchettin, con l’autorevolezza del proprio dolore, ha chiarito che i femminicidi sono l’aspetto più cupo di violenze e sopraffazioni che colpiscono milioni di donne.

Queste violenze colpiscono donne di qualsiasi classe sociale e ovunque nel mondo.

Ogni donna conosce e teme queste violenze da quando è nata.

Ogni donna conosce bene le violenze: anzi, spesso, le conosce troppo bene e fa fatica a capire che sono violenze e non normali dinamiche del rapporto tra uomini e donne.

Ieri le piazze di tutta Italia si sono riempite di persone (donne e uomini).

A Roma c’erano 500mila persone, ma in ogni città d’Italia ci sono state manifestazioni molto partecipate.

LE MANIFESTAZIONI E LA POLITICA.

Elly Schlein, segretaria del PD (Partito Democratico) ha partecipato alla manifestazione di Roma.

C’erano anche Maurizio Landini, segretario del sindacato CGIL e Roberto Gualtieri, sindaco di Roma.

Giuseppe Conte (Movimento 5Stelle) e Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana) hanno, invece, partecipato alla manifestazione di Perugia.

Tutti gli altri leader politici non hanno partecipato alle manifestazioni.

Le manifestazioni, infatti, legavano la violenza contro le donne al patriarcato.

Il patriarcato, molto genericamente, è una struttura sociale basata sul potere degli uomini e il consenso delle donne.

I politici che non sono scesi in piazza hanno spiegato di essere contrari all’introduzione nella manifestazione di temi contro la guerra tra Israele e Palestina.

Ormai è lecito e doveroso condannare i femminicidi.

Non è ancora lecito, però, chiedere da dove nasce la violenza contro le donne.

Non è neppure lecito mettere in discussione la violenza tra gli Stati, cioè la guerra e l’uso delle armi e parlare di pace.

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