Innalzamento dei mari in numeri: il messaggio di Tuvalu
L’INNALZAMENTO DEI MARI IN NUMERI. ISOLE TUVALU
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L’INNALZAMENTO DEI MARI IN NUMERI. ISOLE TUVALU

ISOLE TUVALU: LA CONFERENZA CON L’ACQUA ALLE GINOCCHIA

L'innalzamento dei mari: Tuvalu
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  • Le Tuvalu, sono 4 isole coralline e 5 atolli  nell’oceano Pacifico.
  • Sono   tra le isole Hawaii e l’Australia.
  • Formano uno stato della Polinesia.
  • Hanno una superficie di appena 26 km² sono il quarto  stato più piccolo al mondo.
  •  Inoltre sono il secondo membro più piccolo delle Nazioni Unite. 
  • La massima altezza del territorio è 4 metri e mezzo sul livello del mare.
La freccia indica Funafuti, la capitale delle Tuvalu.
  • A causa dell’innalzamento dei mari  e della conformazione del loro territorio le isole Tuvalu rischiano di scomparire.
  • Per richiamare l’attenzione su questo problema il ministro delle comunicazioni di Tuvalu ha inviato un video messaggio a Cop26 dove parla con l’acqua alle ginocchia.
  • Il messaggio è molto chiaro: “Affoghiamo!”.

L’INNALZAMENTO DEI MARI.

 

Una suggestiva immagine di Greenpeace.
  • IPCC ha analizzato il fenomeno dell’innalzamento dei livelli del mare.
  • L’innalzamento dei livelli del mare si spiega:
    • al 50 per cento con il riscaldamento dell’acqua (l’acqua quando è più calda aumenta di volume);
    • al 22 per cento con lo scioglimento dei ghiacciai;
    • al 20 per cento con lo scioglimento delle calotte polari;
    • all’8 per cento con cambiamenti di riserve d’acqua nella terra.

 

  • Questi i dati principali.
  1. Il livello globale medio del mare è aumentato di 20 cm tra il 1901 e il 2018.
  2. Questo fenomeno è in chiaro aumento ed è sempre più veloce.
  3. Entro il 2050 aumenterà ancora dai 10 ai 25 centimetri.
  4. L’aumento del livello del mare, inoltre,  aumenterà frequenza e gravità di eventi estremi sulle coste, come mareggiate, inondazioni per alta marea, e conseguenti erosioni.
  5. Gli esperti pensano che fino al 2050 eventi estremi che si verificavano 1 volta  ogni 100 anni si verificheranno 1 volta l’anno nel 20-25 per cento dei casi, anche se si diminuiscono le emissione dei gas nocivi.
  6. Alla fine del secolo, invece, le emissioni faranno la differenza.
  7. Gli eventi estremi si verificheranno nel 60 per cento delle località in uno scenario a basse emissioni, nell’80 per cento nello scenario peggiore.
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