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LETTERA APERTA DI GINO STRADA SULLA SANITÀ ITALIANA
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LETTERA APERTA DI GINO STRADA SULLA SANITÀ ITALIANA

DA IL QUOTIANO LA STAMPA

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Qui ve ne proponiamo alcune parti:

LA SANITÀ È UN COMPITO DELLO STATO.

  • “La sanità è un compito essenziale dello Stato perché lo Stato deve assicurare a ogni cittadino il diritto a essere curato.
  • Al contrario, la pandemia ha messo in evidenza l’estrema fragilità del nostro sistema sanitario: nel mezzo della pandemia ci siamo resi conto che:
  •  non avevamo materiali di protezione,
  •  le terapie intensive non erano adeguate,
  • la sanità territoriale ( assicurata dai medici di base) era inesistente,
  • al di fuori degli ospedali tanti malati non venivano curati ma semplicemente abbandonati al proprio destino.

I TAGLI ALLA SANITÀ.

Siamo stati travolti, come la quasi totalità degli altri Paesi, da un’emergenza incontestabile. Molte delle nostre difficoltà si devono a questo, ma non possiamo ignorare che si tratta perlopiù di problemi strutturali, non emergenziali.

  • Le persone che sono morte in casa senza essere mai state visitate da un medico, ad esempio, hanno poco a che fare con l’imprevedibilità dell’evento e molto con il fatto che negli ultimi anni la sanità di base è stata progressivamente smantellata.
  • Nel decennio 2010-2019, tra tagli e definanziamenti al Sistema sanitario nazionale, sono mancati circa 37 miliardi…
  • Oggi spendiamo in sanità circa 120 miliardi ogni anno, l’8,7% del Pil rispetto alla media europea del 9,9%.
  • ….

COME DEVE ESSERE LA SANITÀ.

  • Il focus del dibattito pubblico è sempre sugli aspetti economici, trascurando la questione centrale: di quale sanità hanno bisogno i cittadini?
  • La risposta è semplice: una sanità pubblica, unica e non regionale, gratuita e di alta qualità. Quanto deve spendere lo Stato per realizzarla? Quanto serve: non un euro in più, non un euro in meno.

LA SANITÀ PRIVATA E IL PROFITTO.

  • … Le  risorse ci sarebbero, e in abbondanza: basterebbe eliminare i fondi destinati al privato dal budget della sanità pubblica. Ogni anno se ne vanno in convenzioni con ospedali e varie strutture private circa 25 miliardi, pari al 20,3% della spesa sanitaria complessiva.
  • ….Pur con differenze regionali, una quota sempre maggiore del budget sanitario va in convenzioni e accordi con il privato innescando una spirale pericolosa.
  • Questo è il risultato della scelta di far entrare il profitto nella sanità, di permettere che questa zona sacra – che dovrebbe essere inviolabile – venga invece resa disponibile agli investitori.
  • Investitori in un mercato garantito: possiamo scegliere di comprarci o non comprarci un’auto, ma non scegliamo se ammalarci.
  • …. Sia chiaro, non ho nulla contro il privato. Chi vuole ha il diritto di costruire e gestire ospedali e cliniche, laboratori e case di cura. Ma dovrebbe farlo con i soldi propri, e non attingendo ai soldi pubblici. 
  • Se neanche una pandemia epocale – con quasi 70 mila morti in Italia – riesce a farci riorganizzare le nostre priorità, stiamo perdendo l’ultima occasione per riformare le basi della società in cui vogliamo vivere. 

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