5 Maggio 2024 |

Tempo di lettura: 19'

Le “anziane per il clima” hanno vinto contro la Svizzera

Una sentenza storica della Corte europea per i diritti umani ha stabilito che la Svizzera viola i diritti umani perché non combatte il riscaldamento globale
anziane per il clima

Il fatto.

L’associazione svizzera “Anziane per il clima” ha portato il governo svizzero davanti alla Corte europea per i diritti umani.

Vogliono che il governo svizzero compia atti legislativi per contrastare l’aumento della temperatura.

Il 9 aprile La Corte ha stabilito che la Svizzera viola i diritti umani delle donne anziane.

Anziane per il clima.

Nel 2016 nasce in Svizzera l’associazione Anziane per il clima (KlimaSeniorinnen).

Alla nascita è composta da 150 donne; possono diventare socie solo donne che hanno un’età minima di 64 anni e vivono in Svizzera.

Oggi l’associazione conta 2mila 500 socie.

Si definiscono “esperte delle vampate di calore” (riferendosi al disturbo tipico della menopausa).

Che cosa chiedono le “anziane per il clima”?

Le socie chiedono al Governo svizzero di intervenire a tutela dei loro diritti umani.

Chiedono infatti, che il governo adotti i provvedimenti legislativi e amministrativi necessari per evitare un aumento della temperatura media globale di oltre 1,5 gradi.

Le anziane per il clima presentano certificati medici che dimostrano i danni fisici subiti a causa delle modificazioni climatiche.

Sottolineano inoltre di essere, proprio per l’età e come donne, di aver subito i maggiori danni fisici.

La risposta del governo svizzero è negativa.

Il governo inoltre offende le anziane dicendo che non possono essere considerate vittime data l’età (hanno dai 64 ai 91 anni).
Le anziane per il clima decidono allora di rivolgersi alla Grande Camera della Corte europea per i diritti umani (CEDU).

Il 29 marzo del 2023 sono chiamate in udienza dalla Corte ed informate che sarebbero state riconvocate per la sentenza.

La sentenza della Corte europea per i diritti umani.

La Corte ha stabilito che la Svizzera viola i diritti umani delle donne anziane perché non sta adottando le misure necessarie a contenere il riscaldamento globale. In particolare, il tribunale ha riscontrato una violazione dell’articolo 8 (diritto alla vita privata e familiare) e dell’articolo 6 (diritto alla giustizia). 

Questa è una sentenza storica perché per la prima volta, un tribunale transnazionale specializzato in diritti umani sostiene esplicitamente il diritto alla protezione del clima.

Nella sua sentenza, la CEDU stabilisce i requisiti specifici che gli Stati membri devono soddisfare per rispettare i loro obblighi in materia di diritti umani.

La sentenza è un passo importante per la giustizia climatica.

La decisione segna un importante precedente per le controversie sul clima a livello globale.

Cordelia Bähr, a capo del team legale delle Anziane per il clima ha detto: «Questa decisione sarà di grande importanza per ulteriori cause sul clima contro Stati e aziende in tutto il mondo e aumenterà le loro possibilità di successo.Questa sentenza mostra ai cittadini, ai giudici e ai governi di tutta Europa cosa è necessario fare in termini di protezione del clima per rispettare i diritti umani».

Le richieste delle anziane per il clima sono anche all’attenzione della Corte internazionale di giustizia.

All’inizio del prossimo anno in questo tribunale, infatti, ci saranno alcune udienze sugli obblighi di giustizia climatica di tutti i governi.

Le cause climatiche in corso nel mondo e in Italia.

L’associazione Greenpeace afferma che l’importanza delle cause climatiche (climate litigation) nel mondo sta crescendo.

L’UNEP, Il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, sostiene, infatti, che il numero delle cause climatiche è più che raddoppiato dal 2017 a oggi. 

In Italia l’associazione Greenpeace ha presentato al Tribunale di Roma una causa che ha chiamato Giusta Causa.

Questa causa vuole obbligare Eni, la multinazionale dell’energia, a ridurre le sue emissioni in linea con l’Accordo di Parigi.

La prima udienza si è tenuta lo scorso 16 febbraio. 

Foto: un fotogramma del video di presentazione di Greenpeace.

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