23 Aprile 2021 |

Tempo di lettura: 7'

LASCIATI MORIRE IN MARE 130 MIGRANTI NEL CANALE DI SICILIA

NESSUN AIUTO DALLE GUARDIE COSTIERE
i resti del gommone dei migranti lasciati morire in mare
  • Il commento di AlarmPhone è chiaro: “li hanno lasciati morire in mare”.
  • Nel 2014 attivisti europei e del Nord Africa hanno fondato AlarmPhone.
  •  Il progetto ha istituito un numero di emergenza auto-organizzato per migranti in difficoltà nel Mar Mediterraneo.
  • L’obiettivo principale è offrire una più ampia visibilità all’SOS dei migranti in difficoltà. 
  • Non fornisce soccorsi ma cerca di far intervenire aiuti, mantenendo attivi i contatti.
  • Mercoledì 21 aprile i tentativi dell’organizzazione di salvare 130 migranti in balia del mare grosso.
  • Tutte le autorità europee sapevano da mercoledì (2 giorni fa) che nel Canale di Sicilia c’erano 3 barconi messi in mare dai trafficanti libici.
  • Eppure nessun Paese ha inviato navi per soccorrere i migranti.
  • 3  navi mercantili si sono unite a Ocean Viking di SoS Mediterranee per cercare di salvare i naufraghi.
  • Ma in assenza di un coordinamento di una Guardia costiera (italiana, libica o maltese) non sono riusciti ad arrivare in tempo.
  • Le registrazioni di AlarmPhone testimoniano che dalle 14 di mercoledì fino alle 17.08 di giovedì l’associazione ha cercato inutilmente aiuto nella guardia costiera italiana e libica.
  • Alle 17.08 Ocean Viking manda un’email che avverte di aver trovato i resti di un naufragio e alcuni corpi.
  • Safa Msehli, portavoce dell’agezia Onu per i migranti (Oim), da Ginevvra verga sei parole: “Lasciati morire in mare. L’umanità è annegata”.
  • Almeno un aereo Frontex (Guardia di frontiera e costiera dell’Unione Europea) ha sorvolato la zona del naufragio.
  • I naufraghi hanno avvertito, infatti, AlarmPhone di aver visto un aereo che li sorvolava e la rotta dell’aereo corrisponde.
"li hanno lasciati morire in mare": l'immagine mostra un messaggio di AlarmPhone che commenta: "li hanno lasciati annegare".
Un messaggio di AlarmPhone su Twitter

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