12 Luglio 2017 |

Tempo di lettura: 6'

L’ACCOGLIENZA DIFFUSA PER I PROFUGHI

Airbnb è un sito internet.

Questo sito mette in contatto persone che cercano una stanza o un alloggio per brevi periodi con persone che hanno nelle loro case spazio extra dove ospitare (a pagamento) estranei.

Il sito è nato nel 2007; la sua nascita è avvenuta così.

Tre studenti californiani non potevano pagare l’affitto del loro appartamento a San Francisco.

I tre decisero di offrire airbed’n (materassini gonfiabili) e colazione per arrotondare le loro entrate.

Nel 2012 (e quindi in soli 5 anni) airbnb metteva a disposizione 26 mila alloggi in 192 città del mondo.

Nel 2012 uragano Sandy si abbatté su 24 Stati degli Stati Uniti.

Sandy provocò 63 miliardi di dollari di danni.

Anche New York fu colpita dall’uragano.

In quell’occasione mille persone della comunità Airbnb ospitarono gratuitamente chi era rimasto senza un tetto.

Da allora Airbnb ha trovato ospitalità alle vittime di 64 disastri naturali.

Ora Airbnb ha dato vita a una nuova iniziativa per offrire ospitalità gratuita ai rifugiati.

L’iniziativa si chiama Open Homes Rifugiati (Case aperte ai Rifugiati).

Già 6 mila proprietari di case Airbnb hanno messo a disposizione le loro case per i rifugiati.

L’organizzazione si è impegnata ad ospitare 100 mila rifugiati in 5 anni.

Uno dei fondatori di Airbnb, Joe Gebbia, afferma “È facile sentirsi impotenti di fronte alle grandi sfide globali come quella dei rifugiati, ma ci sono azioni che chiunque di noi può fare e che possono fare la differenza”.

Milano è il primo Comune italiano che sfrutta questa iniziativa per aiutare i rifugiati.

Come funziona l’iniziativa?

Le persone che vogliono offrire ospitalità si iscrivono al sito.

Due organizzazioni umanitarie (Comunità di Sant’Egidio e Refugees Welcome Italia) potranno accedere al sito in base alle necessità per trovare alloggio ai loro assistiti.

Il Comune di Milano collabora all’iniziativa.

Le associazioni continueranno a seguire i rifugiati nel loro percorso di inserimento.

L’ospitalità è riservata a chi è riconosciuto come richiedente asilo o profugo.

L’iniziativa è stata presentata il 5 luglio e già un centinaio di milanesi hanno aperto le loro case ai profughi.

CONDIVIDI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *