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LA REGOLARIZZAZIONE DEI MIGRANTI

IL FATTO.

  • Il “decreto rilancio” contiene una procedura per regolarizzare una parte dei migranti irregolari che vivono in Italia.
  • La regolarizzazione potrebbe riguardare circa 200 mila lavoratori.
  • La ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellenova di Italia Viva (il partito di Matteo Renzi) voleva arrivare a mettere in regola circa 600 mila lavoratori stranieri stranieri che vivono in Italia.
  • Il Movimento 5 Stelle erano contrario alla regolarizzazione.
  • La mediazione tra le due posizioni ha portato alla regolarizzare solo alcune categorie di persone.
  • Le categorie scelte sono i lavoratori più utili all’economia e alla società italiana: agricoltura e allevamento, assistenza agli anziani e cura della casa.

LE DUE VIE DELLA REGOLARIZZAZIONE.

  • Una via per arrivare alla regolarizzazione prevede che il datore di lavoro che usa lavoratori in nero li metta in regola.
  • Se il lavoratore è un migrante irregolare ottiene il permesso di soggiorno.
  • Il vantaggio per il datore di lavoro è che non dovrà pagare multe per avere avuto lavoratori in nero.
  • La seconda via prevede che il migrante irregolare, che aveva lavorato in uno dei settori  indicati nel decreto, possa ottenere un permesso di soggiorno di 6 mesi.
  • La condizione per il lavoratore è che abbia un permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019.

LE PRIME VALUTAZIONI.

  • Gli esperti ritengono che questo decreto contenga pochi incentivi per il datore di lavoro.
  • Per il datore di lavoro avere mano d’opera in nero è, infatti, più conveniente perché oltre a non pagare i contributi ha un lavoratore meno protetto dalla legge.
  • Molti lavoratori sono esclusi da questi decreto: i lavoratori di artigianato, edilizia, del settore delle consegne.
  • Gli esperti nutrono molti dubbi anche sul fatto che il migrante irregolare vada a presentarsi in Questura.
  • È probabile, infatti,  che il migrante irregolare abbia paura a autodenunciarsi.
  • Altri esperti, invece, hanno considerato questo decreto un primo passo importante.
  • Ci vorrà tempo per valutare l’efficacia di questo decreto.

 

 

 

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