10 Dicembre 2025 |

Tempo di lettura: 9'

La “famiglia nel bosco”

Che cosa è accaduto dal 13 novembre ad oggi

La “famiglia nel bosco” è l’etichetta che indica un fatto di cronaca italiana che ha provocato e provoca molte reazioni.

Il fatto.

Siamo a Palmoli, in provincia di Chieti, in Abruzzo.

Una famiglia composta dai genitori e 3 figli vive in una piccola casa in campagna, senza acqua e luce.

Marito e moglie non lavorano.

Si procurano il cibo coltivando un pezzo di terra, prendono l’acqua da un pozzo e si riforniscono di luce elettrica tramite un pannello solare.

I bambini non vanno a scuola.

Lei si chiama Catherine Birmingham, ha 45 anni ed è australiana. Faceva l’insegnante di equitazione.

Lui si chiama Nathan Trevallion, ha 51 anni, è inglese, ha fatto il cuoco, il boscaiolo e l’artigiano.

La figlia maggiore ha 8 anni; gli altri due figli sono gemelli e hanno 6 anni.

Il 13 novembre il tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha deciso di sospendere la loro responsabilità genitoriale.

I bambini, insieme alla madre, ora vivono in una comunità di accoglienza per minori.

Il padre è rimasto nella casa di famiglia.

Le autorità avevano iniziato a occuparsi della famiglia nel 2024.

Una grave intossicazione alimentare da funghi aveva costretto la famiglia ad andare in ospedale ed erano intervenuti i carabinieri.

Quando un minore arriva in ospedale per aver ingerito sostanze tossiche la segnalazione alla Procura della Repubblica è un obbligo di legge.

Perché il tribunale ha deciso l’allontanamento.

I servizi sociali hanno segnalato che:

  • la famiglia vive in una casa senza abitabilità;
  • la casa non ha sevizi igienici;
  • la famiglia non ha relazioni sociali;
  • la famiglia non ha entrate fisse;
  • i bambini non possono frequentare liberamente altri bambini;
  • i bambini non vanno a scuola e della loro istruzioni si occupano i genitori.

Il tribunale, inoltre, ha tenuto conto che i genitori non hanno collaborato con i servizi sociali.

Gli avvocati della famiglia hanno fatto ricorso contro il provvedimento del tribunale.

La destra si è schierata in difesa della famiglia.

Il primo politico italiano a difendere la famiglia è stato Matteo Salvini, ministro dei trasporti.

In seguito anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso preoccupazione.

La destra tende a vedere in un stile di vita non moderno, lontano dal consumismo un ritorno al passato “sano”.

La “famiglia del bosco”, inoltre, è una famiglia di bianchi acculturati.

Salvini e altri esponenti della destra hanno messo a confronto questa famiglia con le famiglie rom.

Da anni la destra non perde occasione per attaccare la magistratura, cioè un potere che si contrappone al potere politico.

La “famiglia del bosco” poi è una famiglia tradizionale e quindi non deve essere messa in discussione.

Evoluzione della situazione.

Un ristoratore della zona ha offerto in uso gratuito una sua casa alla famiglia.

Il 30 novembre il padre ha accettato l’offerta; ora la famiglia avrà una casa e forse questo cambierà la decisione del giudice.

Il 7 dicembre il cantante Al Bano ha offerto alla famiglia una sua casa e un lavoro.

Il 9 dicembre Flavio Briatore, il noto imprenditore, si è detto disponibile a ristrutturare la casa della famiglia.

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