29 Maggio 2024 |

Tempo di lettura: 12'

Israele non si ferma ed entra a Rafah

il 24 maggio il più importante tribunale delle Nazioni Unite, aveva ordinato a Israele di fermare l’attacco alla città.

Il fatto.

Martedì 28 maggio. Alcuni giornalisti e testimoni sul posto hanno detto che in mattinata i carri armati israeliani sono avanzati verso il centro di Rafah.

I soldati israeliani hanno, infatti, preso il controllo di una zona centrale dove ci sono banche, uffici governativi e negozi.

Strage di civili.

Domenica 26 maggio. Una serie di bombardamenti hanno provocato un incendio n un accampamento dove si trovano migliaia di civili palestinesi sfollati.

I bombardamenti hanno ucciso almeno 45 persone; più di 200 sono rimasti feriti.

L’esercito di Israele aveva indicato la zona bombardata come “area umanitaria”; aveva detto ai civili palestinesi di andare in quella zona trovare riparo in vista di una possibile invasione di Rafah.

Martedi 28 maggio.Un nuovo bombardamento nella parte occidentale della città ha causato la morte di almeno 21 civili. 

Tribunale delle Nazioni Unite ordina a Israele di non attaccare Rafah.

Venerdì 24 maggio. La Corte internazionale di giustizia (ICJ), il più importante tribunale delle Nazioni Unite, aveva ordinato a Israele di fermare l’attacco alla città.

I giudici della Corte avevano definito la situazione a Rafah «disastrosa» e avevano detto che le catastrofiche condizioni di vita della popolazione erano «ulteriormente peggiorate», in particolare per la prolungata e diffusa privazione di cibo.

Le richieste della Corte internazionale di giustizia sono in teoria vincolanti, ma la Corte non ha mezzi per farle rispettare.

Biden è contrario all’offensiva israeliana a Rafah.

7 maggio. Inizia l’offensiva di Israele nei confronti della città di Rafah.

8 maggio. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto, in un’intervista, che gli Stati Uniti non daranno altre armi offensive che Israele potrebbe usare per lanciare un assalto totale a Rafah. Gli Usa continueranno, però, a fornire armi difensive.

Rafah.

Rafah è una città al sud della Striscia di Gaza al confine con l’Egitto.

Il valico di Rafah che comunica con l’Egitto era l’unico punto da cui arrivavano ai palestinesi gli aiuti umanitari necessari alla loro sopravvivenza.

Nei mesi scorsi a Rafah si erano ammassati centinaia di migliaia di palestinesi fuggiti dalle zone invase dall’esercito israeliano.

A Rafah stavano vivendo ammassati 1,4 milioni di palestinesi, in maggioranza sfollati.

Ora queste persone fuggono da Rafah ma non sanno dove andare e sono senza cibo, acqua, medicine.

Leggi anche: La Striscia di Gaza. La storia in breve.

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