29 Agosto 2020 |

Tempo di lettura: 9'

Il referendum per ridurre il numero dei parlamentari

IL FATTO.

  • Il 20 e 21 settembre 2020 si voterà  un referendum costituzionale per ridurre di un terzo del numero dei parlamentari di Camera e Senato.
  • Oggi l’Italia ha rapporto tra il numero degli abitanti e il numero dei parlamentari simile a quello dei grandi paesi europei: un parlamentare italiano oggi rappresenta circa 96 abitanti.
  • Dopo la riforma ogni parlamentare rappresenterebbe circa 151 abitanti.

L’ANTEFATTO.

  • Il parlamento aveva approvato la riforma costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari all’inizio di ottobre 2019.
  • Tutti i partiti, praticamente avevano votato a favore della riduzione.
  • La legge avrebbe dovuto entrare in vigore a gennaio 2020.
  • 71 parlamentari di diversi partiti, però,  avevano firmato per indire un referendum costituzionale.
  • Il referendum costituzionale – a differenza degli altri referendum – non richiede il raggiungimento di un ampio numero di votanti per avere effetto: ll suo risultato è sempre efficace.
  • Chi vota al quesito del referendum è favorevole al taglio dei parlamentari.
  • Chi vota No al quesito del referendum è contrario al taglio dei parlamentari.

LE POSIZIONI DEI PARTITI.

  • Il Movimento 5 Stelle è il partito che ha più sostenuto il taglio dei parlamentari.
  • Anche la Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia sono favorevoli alla riforma.
  • Sono contrari alcuni partiti come i Radicali e Sinistra italiana e singoli parlamentari dei diversi partiti.

LA POSIZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO (PD).

  • Il PD  all’inizio era contrario al taglio.
  • Dopo l’alleanza con Il Movimento 5 Stelle per formare il nuovo governo il PD aveva concordato di appoggiare al riforma ad alcune condizioni.
  • Tra le condizioni c’era la modifica della legge elettorale in senso proporzionale e con lo sbarramento del 5 per cento.
  • A luglio Italia Viva (il partito di Matteo Renzi) si era schierato con le opposizioni e aveva bloccato la riforma della legge elettorale.
  • Lo sbarramento del 5 per cento (che impedisce ai partiti di essere in Parlamento se non raggiungono il 5 per cento dei voti) avrebbe, infatti, danneggiato Italia Viva.
  • Ora molti parlamentari del PD si stanno pronunciando contro il taglio dei Parlamentari.
  • Anche molti studiosi di diritto costituzionale sono contrari.

GLI ARGOMENTI PER IL SÌ E PER IL NO.

  • Chi è favorevole al taglio dei parlamentari sostiene che  con il taglio lo Stato risparmierebbe circa 100 milioni l’anno e che i lavori del Parlamento sarebbero più efficaci.
  • Chi è contrario al taglio dei parlamentari sostiene che il risparmio sarebbe. di 95 centesimi l’anno per abitante e quindi non interessante.
  • Inoltre i contrari sostengono che i partiti diventerebbero ancora di più “proprietà” delle segreterie di Partito e dei leader di partito con più potere.
  • In generale i contrari temono che ci sia una riduzione della rappresentanza democratica dei bisogni dei cittadini.
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