16 Giugno 2023 |

Tempo di lettura: 15'

IL NAUFRAGIO DEL PESCHERECCIO IN GRECIA

il naufragio in grecia notizia in italiano L2

Questa è l’immagine del peschereccio carico di persone migranti che è affondato tra martedì 13 e mercoledì 14 giugno al largo della Grecia.

I superstiti del naufragio dicono che a bordo c’erano 700/750 persone.

Nella stiva c’erano soprattutto donne e bambini e fuori gli uomini.

È evidente che un’imbarcazione così malandata e così sovraffollata è instabile.

L’imbarcazione era partita da Tobruk (Libia) l’8 giugno, era diretta in Italia.

Il 13 giugno alle 9.47 Frontex aveva avvistato l’imbarcazione in mattinata e comunicato la sua presenza alla guardia costiera greca.

Anche la guardia costiera italiana e due mercantili avevano segnalato alle autorità greche l’imbarcazione in difficoltà. 

CHE COSA DICE LA GUARDIA COSTIERA GRECA.

Nel pomeriggio 2 navi mercantili hanno avvicinato il peschereccio e dato acqua e cibo.

La guardia costiera greca dice che i migranti hanno rifiutato altri aiuti.

Sempre il 13 giugno, di sera, è arrivata una motovedetta della guardia costiera greca.

Secondo la guardia costiera greca l’imbarcazione ha ancora rifiutato gli aiuti.

Le leggi internazionali sul soccorso in mare, però, avrebbero imposto in ogni caso ai greci di intervenire per le condizioni in cui l’imbarcazione stava navigando.

Diverse testimonianze contestano la versione delle autorità greche.

CHE COSA DICONO LE ORGANIZZAZIONI UMANITARIE.

Nawal Soufi è un’attivista italiana di origine marocchina.

Da anni segue e si occupa personalmente di tanti migranti.

Nawal ha pubblicato su Facebook il racconto delle sue telefonate con le persone a bordo del peschereccio affondato.

Tra le altre cose Nawal dice: “Erano in pericolo ma non hanno mai detto nulla su un rifiuto di farsi soccorrere dalla Grecia. e riferisce che un naufrago diceva al telefono:”Sento che questa sarà la nostra ultima notte”.

Ecco la testimonianza che Nawal ha condiviso su FaceBook.

Alarm Phone è l’organizzazione non governativa che gestisce le richieste di soccorso delle imbarcazioni in difficoltà

e avverte chi può intervenire in soccorso.

Chiara Denaro operatrice di Alarm Phone ha detto: “Siamo stati contattati dall’imbarcazione, che ci ha fornito la posizione e ci ha comunicato di essere in pericolo e sovraffollata. Dopodiché abbiamo immediatamente allertato le autorità greche. Non c’è stato nessun fraintendimento“.

CHE COSA DICE L’ONU.

Oggi 16 giugno in un comunicato congiunto L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) e l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), chiedono un’azione urgente e decisa.

Affermano: “la ricerca e il soccorso in mare sono un imperativo legale e umanitario”.

In questo naufragio I superstiti sono 104, i corpi recuperati sono 78.

Un numero imprecisato di persone sono disperse.

Nessuno, infatti, sa quante persone fossero sul peschereccio.

L’imbarcazione è affondata in uno dei punti più profondi del Mediterraneo (più di 5 mila metri) ed è affondata in 15 minuti portando a fondo i migranti.

Si pensa che le persone annegate siano circa 600.

LEGGI ANCHE: NAUFRAGIO A CUTRO POLEMICHE SUI SOCCORSI.

CONDIVIDI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *