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IL GIALLO SUL CONDONO

La combo, realizzata con due immagini di archivio, mostra Matteo Salvini e Luigi Di Maio (S).

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 I FATTI

  • Lunedì 15 ottobre il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto fiscale.
  • Mercoledì 17 ottobre (durante la trasmissione televisiva Porta a Porta) Luigi Di Maio ha affermato che una parte delle norme sul condono fiscale erano state modificate a sua insaputa prima di essere inviate al presidente della Repubblica.
  • Di Maio ha aggiunto che avrebbe denunciato il fatto alla Procura della Repubblica e che non avrebbe firmato il decreto-
  • La presidenza della Repubblica ha immediatamente detto o di non aver ricevuto il documento del decreto fiscale.
  • Giovedì 18 ottobre esponenti della Lega e funzionari dei Ministeroi hanno smentito le affermazioni di Di Maio.
  • Il capo del Governo Giuseppe Conte ha detto che convocherà il Consiglio dei Ministri e il problema sarà risolto.
  • Matteo Salvini, prima ha detto che.non andrà al Consiglio dei Ministri, poi ha detto che ser serve ci sarà.

IL CAMMINO DI UN DECRETO

  • Bisogna ricordare che in genere il Consiglio dei Ministri non approva la versione definitiva dei decreti ma una versione per punti e lo presenta alla stampa.
  • Nei giorni successivi i tecnici dei Ministeri scrivono il documento dettagliato.
  • A quel punto il capo del Governo (Giuseppe Conte) riceve la versione definitiva e la invia al presidente della Repubblica
  • Il presidente  della Repubblica approva e firma il documento (o lo invia indietro se ritiene che vada modificato).
  • Dopo la firma del presidente della Repubblica un decreto diventa legge (è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale),
  • Il Parlamento ha poi 60 giorni per modificarlo.

INTERPRETAZIONI

  • La maggior parte dei commentatori politici interpreta l’accaduto in questo modo.
  • La parte del decreto che non piace a di Maio (una parte sul condono dei capitali all’estero) è contenuto in una bozza del documento.
  • Mentre la Lega vuole un condono ampio e deifinitivo il Movimento 5 Stelle ne vuole una versione più restrittiva.
  • Di Maio, dopo aver valutato le reazioni del suo elettorato, ha deciso di evidenziare la distanza tra le posizioni della Lega e quelle del Movimento 5 Stelle.
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