25 Aprile 2021 |

Tempo di lettura: 20'

IL FIGLIO DI GRILLO INDAGATO PER STUPRO DI GRUPPO

GRILLO DIFENDE IL FIGLIO E CERCA DI COLPIRE LA CREDIBILITÀ DELLA RAGAZZA
L'IMMAGINE MOSTRA UNA RAGAZZA SORRIDENTE CHE DICE "IL GIORNO DOPO (AVER SUBITO UNO STUPRO) SONO ANDATA A SCUOLA.

 

  • Lunedì 19 aprile, Beppe Grillo ha pubblicato un video per difendere il figlio Ciro.
  • Beppe Grillo è un comico e capo politico del Movimento 5 Stelle.
  • Ciro Grillo ed altri 3 ragazzi sono indagati per violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza.
  • La violenza sarebbe avvenuta nell’estate 2019 nella casa di Grillo a Porto Cervo in Sardegna.
  • La procura di Tempio Pausania (Sassari) ha avviato le indagini.
  • In questo articolo parleremo del fatto e del video di Grillo.
  • Cercheremo di spiegare che cosa si intende per cultura dello stupro e perché se ne parla in questi giorni.

IL FATTO.

  • La violenza sarebbe avvenuta nella notte tra il 15 e il 16 luglio del 2019.
  • La violenza sarebbe avvenuta nella villa in Sardegna di Grillo.
  • Secondo gli investigatori, Ciro Grillo e i suoi 3 amici avevano trascorso la serata al Billionaire, una famosa discoteca sarda.
  • Quasi all’alba, i ragazzi sarebbero tornati a casa con 2 ragazze.
  • I ragazzi avrebbero stuprato una delle due ragazze, mentre l’amica stava dormendo.
  • I ragazzi confermano i rapporti sessuali.
  • Secondo i ragazzi, la ragazza sarebbe stata d’accordo.
  • Secondo gli atti della procura, invece, la lucidità della ragazza era compromessa e la ragazza sarebbe stata costretta al rapporto.
  • Le indagini sono durate poco meno di 2 anni.
  • I cellulari della vittima e dei ragazzi sono stati analizzati.
  • È stato trovato anche un video che mostrerebbe la violenza.
  • Dopo la violenza, la ragazza avrebbe proseguito le vacanze in Sardegna.
  • La ragazza sarebbe poi tornata a casa a Milano e avrebbe parlato della violenza alla madre.
  • La ragazza avrebbe fatto una visita medica.
  • La ragazza sarebbe poi andata dai carabinieri per la denuncia.

IL VIDEO DI GRILLO.

   –

  • Lunedì 19 aprile, Beppe Grillo ha pubblicato questo video per difendere il figlio.
  • Grillo ha pubblicato il video sul suo blog e su Facebook.
  • Grillo ha difeso il figlio in modo concitato.
  • Grillo sostiene che lo stupro non è mai avvenuto.
  • Grillo sostiene che la ragazza fosse consenziente al rapporto sessuale.
  • Grillo afferma che la ragazza ha denunciato la violenza con ritardo.
  • Grillo nel video sostiene che una persona che viene stuprata la mattina al pomeriggio non andrebbe in kitesurf e non denuncerebbe dopo 8 giorni.
  • Con queste parole Grillo ha voluto colpire la credibilità della ragazza.

LA CULTURA DELLO STUPRO.

  • Molti hanno commentato il video di Grillo nominando la “cultura dello stupro”.
  • L’espressione “cultura dello stupro” si riferisce ad una cultura in cui:
    • la violenza e gli abusi di genere sono molto diffusi, minimizzati e normalizzati.
    • gli atteggiamenti e le pratiche che giustificano e sostengono le violenze sono incoraggiati e normalizzati.
    • Si pretende di avere il controllo sulla sessualità femminile.
  • Rientrano in questa cultura comportamenti molto diffusi come:

Ecco alcuni comportamenti di questa cultura molto diffusi.

  • Il linguaggio misogino (contro le donne),
  • pensare il corpo delle donne come un oggetto,
  • lo “slut shaming”, cioè la censura dei comportamenti e dei desideri sessuali femminili;
  • la colpevolizzazione della vittima quando subisce una violenza.
  • In questo caso, si sposta sulla vittima la responsabilità o parte della responsabilità.
  • Fanno parte della cultura dello stupro:
    • intendere che la vittima non sia stata abbastanza attenta;
    • intendere che la vittima non abbia reagito a sufficienza.
    • intendere che la vittima non abbia denunciato subito.
    • considerare come la vittima era vestita, quanto aveva bevuto, quanto fosse attraente o sessualmente libera.
  • La cultura dello stupro viene rappresentata sui social, nella società, nei media, ma anche nei tribunali.
  • In questi giorni, sono in molti ad affermare come il video di Beppe Grillo sia rappresentazione della cultura dello stupro.
  • Nel video, Grillo cerca di rendere poco credibile la vittima.
  • Nel video, la violenza viene minimizzata e il comportamento della vittima giudicato come se fosse la responsabile.

      

  • Nelle ultime ore, dopo il video di Grillo, sui social si è diffuso l’hashtag #ilgiornodopo.
  • L’hashtag è il simbolo del cancelletto (#) unito a una o più parole chiave.
  • Serve per facilitare le ricerche su un determinato argomento in un social network.
  • Con questo hashtag, le persone sopravvissute a violenza stanno raccontando quanto è normale non aver denunciato subito dopo il fatto o non aver denunciato affatto.
  • I motivi del ritardo di una denuncia, o della scelta di non denunciare, possono dipendere dal senso di colpa, dall’umiliazione o dalla vergogna che spesso provano le vittime.
  • Tra i motivi, anche il timore di quello che si dovrà affrontare e la paura di non essere credute.

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