17 Settembre 2026 |

Tempo di lettura: 8'

Naza. Il documentario israeliano sui civili uccisi a Gaza

Il documentario intervista funzionari militari israeliani che spiegano come ha agito l'esercito
il documentario nata in breve

Naza è il documentario diretto da due registi israeliani: Rachel Szor e Yuval Abraham.

Il documentario è stato premiato alla Mostra del Cinema di Venezia appena conclusa.

Il titolo del documentario Naza è una sigla usata dall’esercito israeliano.

In ebraico Naza sta per “danno collaterale“.

Questa sigla indica quante persone palestinesi è accettabile uccidere pur di eliminare un miliziano di Hamas.

Come è ovvio più il miliziano è importante, maggiore è il numero tollerabile di “danni collaterali” (cioè di persone uccise).

L’etichetta “danno collaterale” trasforma le persone uccise in oggetti senza dignità e valore.


Il documentario è basato su interviste a 24 funzionari militari e membri dei servizi segreti israeliani.

I 24 testimoni intervistati non sono riconoscibili nel documentario.

I testimoni del documentario dicono che hanno avuto l’impressione che – dopo il 7 ottobre 2023 – gli ordini dall’alto abbiano cercato la «vendetta» prima della sicurezza per Israele.

L’intelligenza artificiale sceglie chi uccidere.

L’esercito israeliano usa Lavender per identificare sia membri di Hamas sia suoi collaboratori.

Lavender è un’intelligenza artificiale.

I criteri che usa Lavander per identificare queste persone sono a volte molto strani.

Ad esempio è sufficiente, per diventare un obiettivo da uccidere, essere in un gruppo WhatsApp dove c’è anche un membro di Hamas.

Le fonti del film dicono che l’intervento umano tra la scelta dell’intelligenza artificiale e il bombardamento dura circa 20 secondi.

I militari, inoltre, si sono affidati a Lavander anche se sanno che sbaglia nel 10 per cento delle scelte.


Da un certo momento i militari hanno anche avuto l’autorizzazione di colpire i miliziani di Hamas dentro le loro case.

Questa scelta ha fatto aumentare il numero di “danni collaterali”.

Spesso il bombardamento di una casa avveniva senza sapere se il miliziano di Hamas era in casa.

Le reazioni di Israele.

I due registi erano già noti per aver collaborato alla realizzazione del film palestinese No Other Land.

È  un film sulle violenze dei coloni in Cisgiordania e vinse l’Oscar nel 2025.


Il governo israeliano ha accolto male il film dopo la sua premiazione a Venezia.

Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha accusato il film di incitare all’antisemitismo (odio verso gli ebrei).

Il ministro della cultura ha chiesto che sia tolta la cittadinanza israeliana ai due registi.

Abraham ha detto che gruppi di estrema destra hanno attaccato la casa di sua madre.

Riassunto.

IIl documentario Naza, diretto da Rachel Szor e Yuval Abraham, è stato premiato a Venezia.

Il titolo indica quante persone palestinesi è accettabile uccidere per eliminare un miliziano di Hamas.

Il film si base su la testimonianza di militari israeliani.

L’esercito usa l’intelligenza artificiale Lavender per identificare i bersagli.

L’algoritmo sbaglia nel dieci per cento dei casi.

La verifica umana dura solo venti secondi e le vittime civili aumentano.

Il governo israeliano ha criticato il film e lo ha accusato di aumentare l’antisemitismo (odio verso gli ebrei).


Foto: particolare di un murale apparso in una città israeliana (Ashod) che ritrae i due registi come traditori.



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