31 Gennaio 2024 |

Tempo di lettura: 17'

Il caso Ilaria Salis. Le immagini del processo

Ilaria Salis detenuta in Ungheria arriva al processo in catene. Di cosa è accusata

Il fatto.

Il 29 gennaio in Ungheria c’è stata la prima udienza del processo contro Ilaria Salis, antifascista milanese.

Salis è accusata di aver aggredito a Budapest alcuni militanti nazisti.

Rischia 24 anni di carcere.

Salis è arrivata in tribunale in catene, con le manette ai polsi e i piedi legati da cinturoni di cuoio chiusi con lucchetti. Tutti i giornali e le tv hanno diffuso queste immagini.

Le immagini hanno suscitato indignazioni e proteste.

Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha convocato l’ambasciatore ungherese.

Il caso Ilaria Salis.

Ilaria Salis, 39 anni, è accusata insieme ad altre persone di aver aggredito alcuni neonazisti.

Fra il 9 e il 12 febbraio del 2023, infatti, un gruppo di persone a volto coperto aveva aggredito diversi militanti neonazisti ungheresi e stranieri.

Alcuni episodi erano stati anche ripresi dalle telecamere di sicurezza dei negozi nella zona.

Pochi giorni dopo le autorità ungheresi avevano arrestato alcuni militanti antifascisti tedeschi e Ilaria Salis.

Per la legge ungherese Salis rischia fino a 16 anni di carcere.

Salis si dichiara innocente: dice di aver partecipato a delle contro-manifestazioni pacifiche che si erano tenute nel corso della giornata ma di non aver aggredito nessuno.

Il Giorno dell’onore.

A Budapest si svolge ogni anno una manifestazione dove arrivano migliaia di militanti di estrema destra da tutta Europa.

La manifestazione si chiama il Giorno dell’onore e celebra un battaglione nazista che nel 1945 tentò di impedire l’assedio di Budapest da parte dell’Armata Rossa.

Da due anni la polizia ungherese non autorizza le parate a causa del pericolo di scontri e disordine pubblico, ma alcune celebrazioni e cortei più piccoli sono comunque tollerati.

Il carcere di Ilaria Salis.

In una lettera arrivata in Italia all’inizio di ottobre, Salis ha detto che sta vivendo da mesi in «condizioni disumane». Nella sua cella ci sono topi, scarafaggi e cimici dei letti, che le hanno provocato una reazione allergica durante i primi tre mesi di detenzione.

Durante la prima settimana sono mancati carta igienica, sapone e assorbenti, e nei mesi successivi è capitato più volte che non le fosse dato da mangiare per cena.

Per i primi sei mesi di detenzione preventiva le erano stati impediti i contatti con la famiglia, che da settembre era riuscita a visitarla solo due volte.

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha già condannato in altre occasioni l’Ungheria per gravi violazioni dei diritti dei detenuti.

Il reato di Ilaria Salis.

I famigliari e gli avvocati di Salis contestano anche la pena prevista per Ilaria: fino a 24 anni di carcere.

Le lesioni riportate dalle persone aggredite sono, infatti, guarite in pochi giorni.

Salis ha già ricevuto una proposta di patteggiamento a 11 anni di carcere che ha rifiutato, dicendo di non aver partecipato alle aggressioni.

In Ungheria le pene sono più severe; inoltre le autorità ungheresi aggiungono all’accusa di lesioni anche due aggravanti.

Le aggravanti sono di «aver potuto pregiudicare la vita della vittima e di aver commesso il reato all’interno di un’organizzazione criminale».

Il governo e il caso Ilaria Salis.

Roberto Salis, il padre di Ilaria, dice che in questi 11 mesi nessun membro del governo lo ha cercato.

Dopo la diffusione dei video e delle foto di Ilaria Salis in catene il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore ungherese in Italia.

Tajani ha anche pubblicato un messaggio con cui chiede al governo ungherese di rispettare i diritti di Salis, come previsto dalle norme europee.

La sera del 30 gennaio Giorgia Meloni ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro ungherese Victor Orban. Meloni , ha portato l’attenzione di Orban sul caso di Ilaria Salis.

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