1 Luglio 2017 |

Tempo di lettura: 3'

GRAN BRETAGNA: IL CASO DI CHARLIE GARD

Charlie è un bambino inglese NATO con una malattia che non gli consente di vivere.

Charlie è tenuto in vita artificialmente.

I medici dell’ospedale di Londra dove è ricoverato hanno deciso di fermare le macchine che lo tengono in vita.

I genitori si erano opposti a questa decisione.

Martedì 27 giugno la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dato ragione ai medici.

Davanti alle proteste dei genitori i medici hanno deciso di tenere in vita Charlie ancora per il fine settimana in modo da consentire ai genitori di passare un po’ di tempo con lui.

I medici non hanno permesso ai genitori di portarlo a morire a casa, perché in ospedale la morte di Charlie sarà meno dolorosa.

Lunedì 3 luglio sia Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, sia la Santa Sede si sono detti disponibili ad accogliere il bambino nei loro ospedali per il tempo che gli resta da vivere.

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