6 Maggio 2024 |

Tempo di lettura: 12'

Frutta tropicale made in Italy

Negli ultimi cinque anni la produzione è cresciuta di tre volte e oggi occupa più di mille ettari
Frutta tropicale

Il sud della penisola italiana è la nuova zona di produzione della frutta tropicale.

Mango, avocado, banane e altri frutti che un tempo si importavano dai Paesi tropicali oggi crescono in Calabria, Puglia e Sicilia.

Negli ultimi cinque anni la produzione è cresciuta di tre volte e oggi occupa più di mille ettari.

Gli effetti dei cambiamenti climatici.

I cambiamenti del clima del pianeta agiscono anche sulla mappa delle produzioni di frutta tropicale.

Cambia il clima e cambia di conseguenza l’agricoltura.

Oggi è possibile coltivare mango, avocado, banane, frutto della passione, anona, feijoa, casimiroa, zapote nero, litchi nelle aree agricole del sud Italia.

Si sceglie di coltivare queste varietà per un semplice vantaggio economico.

Infatti, oggi è più conveniente coltivare mango e ridurre le tradizionali coltivazioni di arance, limoni e mandarini.

Del resto, gli agrumi tradizionali subiscono la concorrenza di altri paesi europei e dei paesi del nord Africa.

Ad esempio, un paese come il Marocco è in grado di offrire agrumi a prezzi molto bassi.

Così, negli ultimi 15 anni in Sicilia il un ettaro su tre che veniva coltivato ad arance oggi è passato a produrre frutti tropicali. Per i limoni addirittura un ettaro su due.

Coltivazioni sperimentali iniziate 25 anni fa.

In Sicilia la coltivazione del mango è iniziata 25 anni fa.

A Balestrate, in provincia di Palermo, c’è oggi addirittura una sagra del mango.

Il prodotto è venduto a circa 4 euro al chilogrammo a fronte di costi di produzione accettabili.

Sono nate anche nuove selezioni del mango, specie originali realizzate nell’isola.

La buona qualità del mango siciliano ha aperto la strada al mercato del nord Europa.

E sulle Alpi si coltiva l’ulivo.

La provincia di Sondrio, una valle in mezzo alle Alpi, è l’ultima frontiera della produzione di olio.

In dieci anni sono state piantate 10.000 piante.

E anche l’uva matura prima ed è più dolce.

La posizione della valle permette una naturale protezione dal freddo, a cui si aggiunge il cambiamento climatico in corso.

La prospettiva di avere meno acqua disponibile in futuro rende l’ulivo una pianta con una buona prospettiva per il futuro.

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Foto: Picture this CC

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