17 Marzo 2023 |

Tempo di lettura: 11'

FRANCIA: LE REAZIONI ALLA RIFORMA DELLE PENSIONI

il governo ha approvato la legge senza il voto di una parte del parlamento. Violente reazioni di piazza e mozioni di censura delle opposizioni.
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LE MANIFESTAZIONI DI PIAZZA.

In piazza le reazioni alla riforma delle pensioni sono state numerose, immediate, spesso violente.

Molte manifestazioni hanno contestato la decisione del governo francese di approvare riforma delle pensioni senza passare dal voto parlamentare.

Già la sera di giovedì 16 marzo, subito dopo l’approvazione della legge, ci sono stati scontri con la polizia in molte città della Francia.

A Parigi alcune migliaia di persone si sono radunate in Place de la Concorde sin dal pomeriggio, appena è arrivata la notizia della decisione del governo.

La sede dell’Assemblea Nazionale (la Camera dei deputati francese) è vicina alla piazza e gli agenti hanno utilizzato cannoni ad acqua e lacrimogeni per allontanare le persone che manifestavano.

Parigi ha visto scene di guerriglia urbana.

La polizia parigina ha fermato 258 persone.

In tutta la Francia la polizia ha fermato 310 persone che manifestavano.

Ecco un video tratto dal sito di Rainews.

Anche a Nantes e Marsiglia le proteste sono state violente, mentre in altre città tutto si è svolto in modo abbastanza tranquillo.
I sindacati hanno annunciato che proseguiranno con le mobilitazioni già venerdì e poi una grande mobilitazione per giovedì prossimo, 23 marzo.

Venerdì mattina 200 manifestanti hanno bloccato la tangenziale.

LE MOZIONI DI CENSURA (MOZIONI DI SFIDUCIA).

In parlamento le reazioni alla riforma delle pensioni sono diventate mozioni di censura, cioè mozioni di sfiducia.

Il partito di Marie Le Pen (estrema destra) presenterà oggi, venerdi 17, una mozione di censura.

Il partito ha già annunciato che i suoi deputati voteranno le mozioni di censura presentate da altri partiti.

I partiti di opposizione hanno i numeri per votare una mozione di censura.

Servono almeno 289 voti su 577.

La mozione di censura obbligherebbe il governo a ritirare la legge; il governo cadrebbe e forse la Francia dovrebbe andare a nuove elezioni politiche.

I commentatori politici ritengono, però, improbabile che le opposizioni trovino l’accordo per votare unitariamente le mozioni.

Il governo appare in ogni modo indebolito; infatti ha scelto di non far votare i deputati, perché non era sicuro dei voti del Partito Repubblicano.

Il governo ha bisogno di questi voti, perché altrimenti non ha la maggioranza nell’Assemblea Nazionale.

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