Il fatto.
Tra sabato 19 ottobre e domenica 20 una violenta alluvione ha colpito di nuovo l’Emilia-Romagna.
In questi giorni la zona più colpita è l’area metropolitana di Bologna.
In un giorno e mezzo sono caduti su Bologna 175 millimetri di piaggia (la media è di 70 millimetri per tutto il mese di ottobre.
Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha detto che chiederà lo stato di emergenza.
Lo stato di emergenza è una condizione che in casi necessità permette di saltare procedure burocratiche e quindi anche di ottenere e usare fondi in tempi più rapidi.
In tutta la regione sono usciti dagli argini 15 corsi d’acqua.
I vigili del fuoco hanno compiuto più di 600 interventi di soccorso.
3 mila persone hanno dovuto lasciare le loro case.
Le alluvioni nel precedenti.
Nel 2023 c’erano state 3 alluvioni: una il tra il 18 e il 19 settembre e due nel maggio 2023.
In Emilia-Romagna da oltre un anno si discute delle risorse stanziate dal governo per prevenire lo straripamento dei fiumi
Gli amministratori locali accusano il governo di non aver stanziato abbastanza denaro.
Il governo invece incolpa le amministrazioni locali per i ritardi nella realizzazione delle opere necessarie a prevenire i disastri.
Perché le alluvioni colpiscono sempre le stesse regioni?
Mattia Gussoni, meteorologo dell’Università di Torino, ha spiegato al Corriere della Sera il fenomeno in questo modo.
Il mar Adriatico si è riscaldato (quest’estate ha raggiunto i 30 gradi) ed è diventato una vaporiera, capace di far evaporare tonnellate di acqua che poi ricadono come pioggia in Emilia Romagna come un vero e proprio diluvio universale.
L’Appennino poi contribuisce a rendere queste piogge particolarmente pericolose per l’Emilia-Romagna (ma anche in Liguria e in Toscana) perché blocca le precipitazioni.
Questo fenomeno si chiama effetto Stau.
Immagine tratta dal video di Local Team.
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