Il fatto.
Oggi 11 settembre è morta Emma Bonino. Aveva 78 anni.
Emma Bonino nasce a Bra in provincia di Cuneo il 9 marzo 1948.
Nei primi anni anni suo padre si occupa come contadino della sua cascina; in seguito diventa commerciante con una buona situazione economica.
Emma si trasferisce a Milano e si laurea in Lingue e Letterature straniere all’università Bocconi.
È sempre stata riservata sulla sua vita privata; si sa che negli anni Settanta ha in affidamento 2 bambine.
Nel 2015 aveva avuto un tumore ai polmoni; nel 2023 aveva detto di essere guarita.
Aveva da tempo problemi di salute e pochi giorni fa era stata ricoverata d’urgenza a Roma.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto che il governo sta predisponendo per lei i funerali di stato.
Vita politica.
Emma Bonino è stata una delle figure politiche italiane più note.
È stata una leader storica, insieme a Marco Pannella, del Partito Radicale.
Con questo partito ha promosso e vinto due battaglie fondamentali per la società italiana
– Divorzio: introdotto in Italia il 1° dicembre 1970 con la legge 898.
– Diritto all’aborto: introdotto in Italia il 22 maggio 1978 con la legge 194.
Le battaglie per l’aborto.
Prima dell’approvazione della legge 194, l’interruzione volontaria di gravidanza in Italia era considerata un reato.
Le donne erano costrette, quindi, a ricorrere a pratiche clandestine.
Queste pratiche spesso erano molto costose.
Specialmente per chi disponeva di scarse risorse economiche, erano anche molto pericolose per la salute.
Emma Bonino e la provocazione.
Nel 1973 Emma Bonino, insieme a un gruppo di attivisti radicali, fonda il CISA ((Centro Informazione per la Sterilizzazione e l’Aborto).
Nel 1974 Il CISA apre un ambulatorio che pratica senza nascondersi le interruzioni di gravidanza.
L’obiettivo era anche provocare e obbligare lo Stato a trovare un soluzione al problema grave degli aborti clandestini.
Il metodo della provocazione è un metodo che sarà molto usato dal Partito Radicale.
Trasgredire le leggi che si vogliono cambiare in modo palese (spesso finendo arrestati) e in questo modo obbligare lo Stato ad affrontare problemi difficili.
Nel 1973 Emma Bonino, insieme a un gruppo di attivisti radicali, ha fondato il CISA (Centro Informazione per la Sterilizzazione e l’Aborto).
L’anno successivo, nel 1974, il CISA ha aperto un ambulatorio che praticava pubblicamente le interruzioni di gravidanza.
L’obiettivo di questa iniziativa era provocare le istituzioni e costringere lo Stato a trovare una soluzione al grave problema degli aborti clandestini.
La provocazione — trasgredire apertamente le leggi che si intende cambiare, accettando anche il rischio dell’arresto — diventa una strategia centrale del Partito Radicale.
La provocazione diventa un modo per obbligare lo Stato ad affrontare questioni sociali complesse.
Nel 1976 Emma Bonino è eletta deputato.
Nella sua carriera politica è stata anche più volte ministra.
Bonino è stata ideatrice e promotrice della Corte penale internazionale, delegata per l’Italia all’ONU per la moratoria sulla pena di morte, nonché fondatrice dell’organizzazione internazionale per l’abolizione delle mutilazioni genitali femminili.
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