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LA CRISI DEL GRANO: I NEGOZIATI

UN INCONTRO A ISTAMBUL TRA RUSSIA, UCRAINA, TURCHIA E ONU

la prima nave carica di grano partita dall'Ucraina

La guerra in Ucraina e la crisi del grano

  • Mercoledì  13 luglio i rappresentanti di Ucraina e Russia si sono incontrati di nuovo a Istanbul, in Turchia.
  • L’obiettivo dell’incontro è per trovare una soluzione al problema del grano.
  • Nei porti ucraini, infatti, ci sono 20 milioni di tonnellate di grano bloccate da mesi.
  • Uno dei principali problemi è che l’esercito ucraino ha minato le acque intorno ai principali porti sul Mar Nero.
  • In questo modo i soldati delle navi russe non possono invadere le città, ma il grano non può più uscire dai porti.
  • Ricordiamo che dal porto di Odessa  passa quasi tutto il grano prodotto in Ucraina.
  • Il governo ucraino chiede che garanzie per sminare i porti.
  • Vuole, infatti, che la Russia non usi un corridoio aperto nel Mar Nero per attaccare i porti ucraini;  vuole inoltre che le Nazioni Unite si facciano garanti della sicurezza.
  • La Russia, finora, si è sempre rifiutata di garantire che non approfitterà dello sblocco dei porti per invadere Odessa e il resto della costa ucraina.
  • Questo rifiuto ha reso finora impossible un accordo.

  • Ora quest’incontro sembra promettere una soluzione.
  • Secondo il ministro della Difesa turco (Hulusi Akar) un accordo potrebbe essere firmato già la prossima settimana.
  • Anche il segretario generale delle Nazioni Unite (António Guterres) ha commentato l’incontro dicendo che sono stati fatti «passi significativi».
  • Ognuna delle 4 potenze presenti all’incontro (Russia, Ucraina, Turchia, Nazioni Unite) ha interesse che il problema del grano sia risolto.

  • L’Ucraina, infatti, ha necessità di svuotare i silos per poter provvedere allo stoccaggio del raccolto estivo.
  • La Russia ha necessità di non apparire responsabile della crisi alimentare mondiale.
  • La Turchia vuole ottenere un ruolo internazionale nel nuovo assetto politico che questa guerra sta disegnando.
  • L’ONU è preoccupata per la crisi alimentare che l’aumento dei prezzi dei cerali sta generando.

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