20 Maggio 2024 |

Tempo di lettura: 15'

La Corte dell’Aja chiede l’arresto di Netanyahu e Sinwar

“Crimini di guerra” e “crimini contro l'umanità” sono le accuse del Procuratore capo del Tribunale internazionale, che ha chiesto un mandato d'arresto
Corte Penale Internazionale

Il fatto.

Il 20 maggio la Corte Penale Internazionale ha chiesto un mandato d’arresto per Benyamin Netanyahu e per Yahya Sinwar.

Netanyahu è il primo ministro dello Stato di Israele.

Ha ordinato l’attacco militare contro la Striscia di Gaza.

L’invasione dell’esercito di Israele a Gaza ha causato la morte di 35.000 civili palestinesi.

Sinwar è invece il leader di Hamas, il gruppo armato che ha compiuto la strage del 7 ottobre uccidendo 1200 cittadini israeliani indifesi.

Strage che ha provocato la reazione di Israele contro Gaza.

Il Procuratore Capo della Corte Penale Internazionale ha firmato la richiesta di arresto.

La sede della Corte è a L’Aja, nei Paesi Bassi.

L’accusa ad Israele

Oltre che per Benyamin Netanyahu, il mandato d’arresto è stato richiesto anche per Yoay Gallant, ministro degli Esteri di Israele.

Motivi della decisione del procuratore sono presunti “crimini di guerra” e “crimini contro l’umanità” commessi nella Striscia di Gaza.

Quali crimini? “Civili affamati deliberatamente”, “omicidio intenzionale” e “sterminio”.

L’accusa contro Hamas

Le accuse contro il leader di Hamas,  Yahya Sinwar: “sterminio”, “stupro e altre forme di violenza sessuale” e “presa di ostaggi”.

Le reazioni

Netanyahu ha reagito dicendo che si tratta di una decisione ipocrita, una vergogna internazionale.

La Corte internazionale, ha detto Netanyahu, sta cercando di mettere Israele sul banco degli imputati.

Lo fa mentre ci difendiamo dai terroristi, ha ancora detto il primo ministro di Israele.

Il presidente Usa Joe Biden ha detto che la richiestaa è un atto vergognoso.

Secondo Biden, infatti non si possono mettere sullo stesso piano Israele e Hamas.

Il porto artificiale

Israele autorizza in misura limitata la fornitura di aiuti umanitari attraverso i valichi di frontiera verso la Striscia di Gaza.

Per superare questo problema, gli Stati Uniti hanno creato un porto artificiale sulla costa mediterranea.

I soldati americani hanno messo in sicurezza il molo temporaneo sulla spiaggia di Gaza.

Lo scopo è di trasportare via mare gli aiuti umanitari che non possono più essere trasportati via terra.

L’immensa struttura metallica galleggiante permette il trasporto ogni giorno di circa 90 camion di beni necessari.

Al massimo delle sue possibilità potrà trasportare fino a 150 camion.

Purtroppo, questo non è sufficiente.

Servono circa 500 camion al giorno per sostenere le persone assediate.

Inoltre, per le persone che lavorano nelle associazioni umanitarie essere a Gaza è pericoloso.

Infatti, sono più di 250 gli operatori umanitari uccisi da ottobre a oggi a Gaza.

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Foto: Wikimedia Commons CC

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