12 Dicembre 2023 |

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COP28. L’Italia perde posti nella classifica della nazioni meno inquinanti

Lo dice il rapporto annuale di Germanwatch, CAN e NewClimate Institute presentato a Dubai

L’Italia fa il gambero nella classifica delle nazioni con minore peso sull’ambiente. Dalla 29esima posizione crolla in un anno alla 44esima.

Lo dice il rapporto annuale di Germanwatch, CAN e NewClimate Institute, tre importanti organizzazioni ambientaliste sulla performance climatica dei principali paesi del pianeta. Legambiente ha collaborato per l’Italia.

Cop28 L'Italia perde posti. Foto redazione If

La presentazione del rapporto è avvenuta l’8 dicembre alla COP28 in corso a Dubai.

La principale responsabile delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera del pianeta è la Cina, al 51esimo posto. Anche per gli Stati Uniti perdono 5 posizioni e si trovano al 57esimo posto.

I primi tre posti in classifica sono vuoti perché nessun Paese ha saputo fare le necessarie scelte per tenere sotto il limite di 1,5 gradi la crescita di temperatura della Terra.

Al quarto posto la Danimarca, poi Estonia (quinta) e Filippine (sesta).

Al fondo della classifica come paesi più inquinanti Emirati Arabi, Iran e Arabia Saudita.

La causa del risultato negativo del nostro Paese è dovuta soprattutto a due motivi.

Rallenta la riduzione delle emissioni e le scelte politiche dei governi sono insufficienti per affrontare l’emergenza.

Infatti, l’aggiornamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) realizza un taglio delle emissioni entro il 2030 di appena il 40.3% rispetto al 1990.

Approfondimenti

Secondo Legambiente, “l’Italia può colmare l’attuale ritardo e centrare l’obiettivo climatico del 65%, in coerenza con l’obiettivo di 1.5°C, grazie soprattutto al contributo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili.

“Secondo il Paris Compatible Scenario elaborato da Climate Analytics, il nostro Paese è in grado di ridurre le sue emissioni climalteranti di almeno il 65% grazie al 63% di rinnovabili nel mix energetico ed al 91% nel mix elettrico entro il 2030.

“E così arrivare nel 2035 al 100% di rinnovabili nel settore elettrico, confermando l’uscita dal carbone entro il 2025 e prevedendo quella dal gas fossile entro il 2035.

“In questo modo sarà possibile raggiungere la neutralità climatica già nel 2040”.

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