COP26 DI GLASGOW: QUALI SONO LE CONCLUSIONI
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COP26 DI GLASGOW: CONCLUSIONI

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COP26 DI GLASGOW: CONCLUSIONI. L'INQUINAMEMTO IN INDIA
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  • Il 13 novembre si è conclusa COP 26, La conferenza dell’ONU sul clima.
  • Il presidente della conferenza Alok Sharma ha detto di essere deluso dai risultati.
  • Il sentimento prevalente di chi ha partecipato a COP26 e degli ambientalisti è la delusione.
  • Vediamo quali sono i risultati raggiunti.

Combustibili fossili.

    • COP26 per la prima volta ha affrontato il problema della riduzione dei combustibili fossili e questo è un risultato positivo.
    • Cina e India però hanno  imposto di modificare il passaggio che chiedeva di eliminare l’uso del carbone, sostituendolo con uno più generico a ridurlo e questo è negativo.

Discussione degli NDC.

  • Gli NDC (nationally determined contributions) sono i piani per la riduzione delle emissioni di gas serra che ogni Stato si impegna a rispettare.
  • L’obiettivo è  arrivare alla condizione in cui ogni Paese emette tanti gas serra quanto  ne rimuove dall’atmosfera.
    • Alla COP26, nessuno dei grandi paesi produttori di gas serra ha rinnovato o migliorato i propri NDC, tranne l’India. Questo è negativo.
    • I Paesi, però, hanno deciso di ridiscutere i propri piani ogni anno. Fino ad oggi i piani erano discussi ogni 5 anni. Questo è un risultato positivo.
  • L’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) ha calcolato che se tutti i paesi si atterranno ai piani per la riduzione delle emissioni di gas serra dichiarati ad oggi, nel 2100 il riscaldamento globale toccherà 1,8 gradi.
  • Questo dato è reale se i Paesi rispetteranno gli impegni dichiarati ma che hanno scadenze molto lontane (il 2050 o il 2070!).
  • Molti scienziati e attivisti considerano questi obiettivi troppo indefiniti e preferiscono concentrarsi sui piani per il 2030.
  • Calcolando solo questi ultimi, il gruppo di ricerca Climate action tracker prevede che le temperature globali aumenteranno di almeno 2,4 gradi.
  • Questo risultato considera che gli impegni saranno rispettati alla lettera; ma con le politiche attuali il riscaldamento raggiungerebbe i 2,7 gradi.

Accordi separati.

  • A Glasgow sono, inoltre, portati a termine accordi che non hanno firmato tutti i Paesi presenti, ma solo alcuni Paesi.
  • Oltre 100 Paesi hanno firmato per la riduzione del 30 per cento delle emissioni di metano entro il 2030.
  • 40 Paesi hanno firmato l’accordo per fermare la deforestazione sempre entro il 2030.
  • 40 Paesi hanno firmato l’accordo per l’abbandono del carbone
  • Inoltre Cina e Stati Uniti, i 2 Paesi con le maggiori emissioni di gas serra al mondo hanno espresso la volontà di cooperare nella lotta al cambiamento climatico.

Conclusioni.

  • Dobbiamo ricordare che gli accordi raggiunti in queste sedi non sono vincolanti e non esiste alcun modo per obbligare gli stati che li hanno sottoscritti a rispettarli concretamente.
  • La delusione e le critiche per i modesti risultati raggiunti sono quindi grandi.
  • Si può, però, osservare che – anche a causa dei molti eventi climatici estremi degli ultimi 2 anni, il movimento globale per il clima è diventato più seguito.
  • Oggi i politici sanno che l’attenzione alle politiche per la difesa dell’ambiente sta finalmente diventando un argomento di interesse globale.
  • Per affrontare questo problema è necessario investire enormi risorse economiche e rivoluzionare la struttura economica della nostra società.
  • Il rivolgimento necessario è destinato a incontrare fortissime resistenze.

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