KIRGHISI. AFGHANISTAN-CINA-CONNECTION: RISCHI PER I KIRGHISI
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FRANCO GUARINO CI RACCONTA I KIRGHISI : POPOLO CHE RISCHIA L'ESTINZIONE

I kirghisi un popolo in estinzione
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FRANCO GUARINO TRA I KIRGHISI
Franco Guarino al Passo di Wakhan 

IL CORRIDOIO DEL WAKHAN.

  • Lo storico Corridoio del Wakhan si trova  in una stretta striscia di terra afgana nella provincia del Badakhshan, tra le montagne dell’Hindu Kush e il  Pamir.
  • Il passo a 4.900 metri di altezza è il confine (che corre per  76 km) con la Repubblica Popolare Cinese.
  • Il passo è aperto 5 mesi l’anno in modo discontinuo per le condizioni del clima.
  • Il Wakhan è stato  per millenni il punto d’incontro tra Asia centro-occidentale e Asia centro-orientale.
  • Prima dell’avvento dell’Islam la regione fu soggetta a disputa tra Tibet e Cina.
  • Il “corridoio” fu creato alla fine del XIX secolo dall’impero britannico, in chiave antirussa.
La cartina del Corridoio di Wuhan

  • Oggi  questo confine tra la superpotenza cinese e l’Afghanistan una delle più povere nazioni al mondo con un’emergenza umanitaria senza precedenti,  come affermato dalle Nazioni Unite è una zona importante dal punto di vista geo-politico.
  • Si parla poco di  questo confine,  ma si trova al centro del programma di collaborazione recentemente concordato a Pechino tra le autorità politiche cinesi e afgane.
  • È un punto strategico per  la Nuova via della seta: infatti una nuova strada e una ferrovia saranno costruite per collegare i traffici commerciali tra le regioni cinesi desertiche con paesi dell’Asia Centrale e oltre.
  • Questi progetti potranno essere una grande spinta al cambiamento economico e sociale afghano.
  •  Sono una promessa per futuro migliore per  gli afgani: un popolo di 38 milioni abitanti, diviso in  150 tribù.
  • Un popolo devastato da decenni di  invasioni straniere.
  • In questi giorni l’Afghanistan si trova provvisoriamente al centro di sistema mediatico, un sistema, a mio avviso, fallimentare perché basato su cattiva informazione.
  • Per questo ho ritenuto doveroso  ricordare le esperienze di reporter in questi territori e  ricordare le tribù che le abitano, mosaico di etnie.

I KIRGHISI.

Un gruppo di nomadi Kirghisi a 5 mila metri di altezza
  • I Kirghisi parlano la lingua pashtun come i partigiani della resistenza afghana saliti recentemente al governo che hanno condotto con la Cina le trattative per lo sviluppo di  questa regione.
  • Ho avuto modo di conoscere i Kirghisi e la loro semplice vita, negli anni ’80 in occasione di reportage storici sull’antica via della seta percorsa dalla famiglia di Marco Polo.
  • I Kirghisi sono un gruppo etnico di origine turcica che vive principalmente in Kirghizistan (dove è il gruppo  principale, con 3.350.000 persone).
  • Oggi, piccoli gruppi di Kirghisi si trovano anche in Cina, nel vicino  Uzbekistan, nel Tagikistan, in Russia, in Kazakistan e una piccola minoranza in Ucraina.
La Bandiera dei Kirghisi con i 40 raggi
  • La  bandiera kirghisa  presenta il sole giallo, con 40 raggi, proprio come le 40  tribù originarie.
  • La madrepatria dei Kirghisi era la parte superiore del fiume Enisej  nelle le montagne della Siberia.
  • Col tempo le tribù kirghise migrarono verso sud , nello Xinjiang cinese si insediarono principalmente nella prefettura autonoma kirghisa di Kizilsu, nella parte sudoccidentale della regione autonoma uigura di Xinjiang.
  • I Kirghisi sono musulmani, anche se alcuni anziani praticano ancora lo sciamanesimo.
  • Nel corridoio strategico, come dicevo, vivono pastori kirghisi  con le loro greggi  di cammelli e di jak , gli animali che aiutano questa povera popolazione che vive isolata dal resto del mondo.
  • La loro  vita  è semplice.
Una bambina kirghisa che munge una yak
  • È  basata sul rispetto delle  tradizioni, sui sentimenti, sul culto dell’ospitalità.
  • Dedicano molto tempo alla meditazione; guardando il cielo parlando e ammirando la luna sempre presente e visibile a quelle altezze.
  • È  curioso scoprire che 190 anni fa qualcuno parlasse dei Kirghisi.
  •  Giacomo Leopardi, infatti, così scriveva nello Zibaldone:
  • «I Kirghisi hanno anche dei canti non scritti che richiamano alla mente eccellenti imprese dei loro eroi; ma quelli non sono recitati che da cantori di professione e Meyendorff ebbe il dispiacere di non intenderne neanche uno.
  • Molti Kirghisi passano la notte seduti su una pietra a guardare la luna, e ad improvvisare parole assai tristi su arie che non lo sono da meno».
  • Fu proprio uno di quei canti  ad ispiragli la poesia “Canto di un pastore errante dell’Asia”.
  •  La lirica consiste in un lungo monologo di un essere umano (il pastore) che si rivolge direttamente alla luna.
  • Nel canto, il pastore errante pone diverse domande alla luna sulla vita e sull’ esistenza dell’ uomo. Leopardi sceglie di servirsi della semplice ed ingenua voce di un pastore, ritenendo quest’ultimo meglio di altri adatto ad interpretare l’ansia di conoscenza comune a tutti gli uomini.
  • Le domande che egli pone sono le domande che tutti gli uomini si portano dentro.
Kirghisi un popolo in estinzione mentre preparano un pranzo
La cucina dei Kirghisi
  • Oggi queste persone non conoscono il vero motivo di quello che sta accadendo in Afghanistan, continuano a vivere il loro antico tempo, un tempo che con i nuovi collegamenti stradali e culturali purtroppo distruggeranno.
  • Come è accaduto in altre parti del mondo, la loro cultura  si estinguerà, e un altro pezzo della storia dell’uomo si perderà per sempre.
Una bambina kirghisa legge un libro

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