25 Aprile 2020 |

Tempo di lettura: 19'

BREVE STORIA DI BELLA CIAO. 25 APRILE

 

  • Bella Ciao è la canzone italiana simbolo della Resistenza.
  • La Resistenza è stata la lotta  di Liberazione contro la dittatura fascista e nazista.

LE ORIGINI DI BELLA CIAO SONO NELL’OTTOCENTO.

  • Bella Ciao ha origini musicali che risalgono all’Ottocento.
  • Gli studi di Costantino Nigra ci danno importanti informazioni sulle origini di Bella Ciao.
  • Costantino Nigra, nato nel 1828 e morto nel 1907, è stato un musicologo, poeta.
  • Nigra fu anche un diplomatico piemontese che collaborò con Cavour durante il Risorgimento.
  • Nigra tudiò le tradizioni vocali e musicali, e nel 1888 raccolse i suoi studi in un volume intitolato “I Canti Popolari del Piemonte”.
  • In questo libro si ritrovano le prime tracce di Bella Ciao.
  • Si scopre che molti canti dell’Ottocento hanno il tema del “Fior di Tomba”. 
  • In questi canti viene narrata la tradizione popolare di piantare un fiore sulla tomba, per ricordare a chi passa che lì è sepolto qualcuno morto per amore o “per la libertà”.
  • In alcuni di questi canti ci sono somiglianze con l’inizio di Bella Ciao:

Stamattina mi sono alzata, mi sono alzata prima del sol,
sono andata alla finestra e ho visto il mio primo amor,
che parlava a una ragazza, ahi che pena ahi che dolor.
 

  • In altri canti piemontesi ci sono somiglianze con il finale di Bella Ciao:

In cima a quella tomba pianteranno rose e fiori,

tutte le genti che passeranno sentiranno l’odore,

diranno: È  morta la bella, è morta per amore.

 

  • Il celebre ritornello di Bella Ciao, con il battito di mani sulla parola “Ciao“, si rintraccia invece in una filastrocca del Trentino.

La me nòna, l’è vecchierèlla,
la me fa ciau, la me dis ciau, la me fa ciau ciau ciau,
la me manda, la funtanèla, a tor l’acqua per desinar

La mia nonna è vecchiarella,
mi fa ciao, mi dice ciao, mi fa ciao ciao ciao,
mi manda alla fontanella, a prendere l’acqua per pranzare.

BELLA CIAO DELLE MONDINE.

  • Tutte queste tracce sono in seguito confluite in un Canto delle Mondine.
  • Un canto che ha la sua origine fin dall’inizio del Novecento nelle risaie del vercellese.
  • Le mondine sono le donne che coltivavano il riso nelle risaie.
  • Era un lavoro particolarmente faticoso e mal pagato.

  • Le mondine cantavano questo canto mentre lavoravano, per protestare contro il padrone e contro le difficili condizioni in cui dovevano lavorare.
  • Il canto è stato riscoperto dalla cantante folk ed ex mondariso del vercellese Giovanna Daffini.

  • Oggi  è conosciuto come la Bella Ciao delle Mondine.

 

 

BELLA CIAO
delle Mondine

Alla mattina appena alzata,
o bella ciao, bella ciao
Bella ciao ciao ciao,
alla mattina appena alzata,
devo andare a lavorar..!

A lavorare laggiù in risaia,
o bella ciao, bella ciao
Bella ciao ciao ciao!
A lavorare laggiù in risaia
Sotto il sol che picchia giù!

E tra gli insetti e le zanzare,
o bella ciao, bella ciao
Bella ciao ciao ciao,
e tra gli insetti e le zanzare,
duro lavoro mi tocca far!

Il capo in piedi col suo bastone,
o bella ciao, bella ciao
Bella ciao ciao ciao,
il capo in piedi col suo bastone
E noi curve a lavorar!

Lavoro infame, per pochi soldi,
o bella ciao bella ciao
Bella ciao ciao ciao,
lavoro infame per pochi soldi
E la tua vita a consumar!

Ma verrà il giorno che tutte quante
o bella ciao, bella ciao
Bella ciao ciao ciao,
ma verrà il giorno che tutte quante
Lavoreremo in libertà!

BELLA CIAO E LA RESISTENZA.

  • Durante la Resistenza qualche partigiano-paroliere, di identità sconosciuta, prese da modello ed esempio il Canto delle Mondine, ne trasformò il testo e la fece diventare un canto di lotta antifascista.
  • Il nuovo canto è conosciuto come la Bella Ciao dei Partigiani.
  • Bella Ciao è diventato negli anni un canto di lotta per La Resistenza famoso in un tutto il mondo.

 

BELLA CIAO
dei Partigiani

Una mattina mi son svegliato
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Una mattina mi son svegliato
E ho trovato l’invasor

O partigiano portami via
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
O partigiano portami via
Che mi sento di morir

Una mattina mi son svegliato
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Una mattina mi son svegliato
E ho trovato l’invasor

O partigiano portami via
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
O partigiano portami via
Che mi sento di morir

E se io muoio da partigiano
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
E se io muoio da partigiano
Tu mi devi seppellir

Seppellire lassù in montagna
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Seppellire lassù in montagna
Sotto l’ombra di un bel fior

Tutte le genti che passeranno
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Tutte le genti che passeranno
E mi diranno che bel fior

E questo è il fiore del partigiano
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
E questo è il fiore del partigiano
Morto per la libertà

Tutte le genti che passeranno
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
Tutte le genti che passeranno
E mi diranno che bel fior

E questo è il fiore del partigiano
O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
E questo è il fiore del partigiano
Morto per la libertà
E questo è il fiore del partigiano
Morto per la libertà (grazie)

 

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Un pensiero su “BREVE STORIA DI BELLA CIAO. 25 APRILE

  1. Premessa:
    Sentirsi di e Sentirsela : To Feel up to Something
    Accoppiato con di e un altro verbo, sentirsi mezzi per voglia di fare qualcosa, o di sentirsi in grado di fare qualcosa, o avete in voi di fare qualcosa. Ad esempio, sentirsi di amare , sentirsi di poter fare , sentirsi di andare:

    Caterina non si sente di amare Luigi. Caterina non sente di amare Luigi.
    Non mi sento di andare a vedere il museo. Non ho voglia di andare a vedere il museo oggi.
    Non mi sarei sentita di vedervi se mi fossi sentita ancora la febbre. Non avrei avuto voglia di vederti se avessi avuto ancora la febbre.

    Usato in questo modo, a volte ciò che ci sentiamo di fare o non fare è racchiuso nel pronome la , e sentirsi diventa uno di quei verbi doppi pronominali in forma di sentirsela . Usato in questo modo, sentirsela significa davvero averlo (o non averlo) in te per fare qualcosa. Per esempio:

    Non me la sento di andare a Siena oggi; sono troppo stanca. Non ho voglia di andare a Siena oggi; Sono troppo stanco.
    Te la senti di aiutarmi? Ti senti in grado di aiutarmi?
    Carla non se la sente di dire un’altra bugia a sua mamma, quindi non viene. Carla non vuole dire a sua madre un’altra bugia, quindi non viene.

    BELLA CIAO di Ernesto Scura

    Dice Cesare Bermani, scrittore di sinistra particolarmente attento agli eventi collegati alla guerra di Resistenza: “Fischia il vento, sull’aria di un canto d’amore russo, “Katjuša”, è stata la canzone partigiana più cantata dai partigiani comunisti.

    A metà anni sessanta il centrosinistra, al governo, diede forza alla sinistra che ha puntato su “Bella ciao” come simbolo per dare una unità posteriore al movimento partigiano“ con connotazioni più propriamente nazionali, onde fugare quell’ombra di servile sudditanza derivante dall’aver adottato come inno ideologico un inno sovietico. E quì occorre precisare che “Bella Ciao”, non solo non venne mai cantata dai partigiani ma, addirittura, l’odierno testo che noi conosciamo, fu adattato sulle note di una vecchia canzone che descriveva il duro lavoro delle mondine curve nelle risaie del vercellese. E non solo le note, ma anche l’iterativo ritornello “o bella ciao” fu adottato pari pari, tanto per completare il plagio, dando così, almeno, un tocco di orecchiabilità, alla porzione innovativa di quel testo colmo di strafalcioni e sgrammaticature. Dunque, il “Bella Ciao” partigiano fu un maldestro arrangiamento di un canto di sofferenza per farne un inno di “Guerra”, anche se quelli che oggi l’intonano, vogliono spacciarlo per un inno …”pacifista”. Cioè, per conquistare la “libertà, che si fa ? si combatte e, forse, persino, si muore. Ecco, “Bella Ciao” è l’inno postumo all’eroismo e alla lotta non combattuta per la libertà ma per il trionfo del comunismo. E, a ben vedere, tutt’oggi noi non godremmo di quella libertà, senza il sacrificio di morti e di sangue pagato da quei soldati Yankees. Non vi basta ? E allora sentiamo la dichiarazione di un campione della sinistra, il comunista Giorgio Bocca, di cui nessuno può negare la correttezza morale e la sua partecipazione attiva alle fasi più pericolose di quella guerra partigiana: “L’unica cosa certa, é che in venti mesi della guerra partigiana non l’ho «mai sentita cantare» (e pure gliela suonarono al suo funerale). Della prima volta che fu cantata abbiamo un dato certo : fu ad un congresso della Gioventù Comunista Mondiale, tenutosi a Praga, nel 1947, quindi a guerra ormai finita da due anni, intonata, a squarciagola, dalla delegazione italiana, con l’attuale testo banale e sgrammaticato di cui vi offriamo in’impietosa dissezione ”anatomica”. “Una mattina mi son svegliato, oh bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao, una mattina mi son svegliato, ed ho trovato l’invasor.” E CHI PARLA SEMBREREBBE UN UOMO. “O partigiano portami via, o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao, o partigiano portami via che mi sento di morir. PORTAMI VIA. ALLORA È UNA DONNA? MAH ! “MI SENTO DI MORIRE”. NELLA CORRETTA LINGUA ITALIANA, “SENTIRSI DI…” STA A SIGNIFICARE LA VOLONTA DI FARE QUALCOSA, QUINDI, NEL CASO IN ESAME “VOGLIO MORIRE” (ma si può essere più fessi di così ?) SAREBBE CORRETTO DIRE “MI SENTO MORIRE”. “E se io muoio da partigiano o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao, e se io muoio da partigiano tu mi devi seppellir”. È UN UOMO CHE DÁ DISPOSIZIONI DI SEPOLTURA. “E seppellire, lassù in montagna, o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao e seppellire lassù in montagna,sotto l’ombra di un bel fior”. MA CHE OMBRA PUÒ FARE UN FIORE ? “Tutte le genti che passeranno o bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao, tutte le genti che passeranno diranno che bel fior”. DOPO UNA RICERCA IN INTERNET EMERGE: ‘Le “genti” è una parola che non si trova più nei testi moderni. “forse si trova in qualche poesia un po’ antiquata, ad esempio ” le straniere genti” (foreigner populations)”. “E questo è il fiore del partigiano, oh bella ciao bella ciao bella ciao, ciao, ciao, e questo è il fiore del partigiano morto per la libertà”. PAPARAZUMPA, PAPARAZUMPA,PARAPAZUMPAPAPÀ. PROVATE A CANTARLA CON QUESTA FILASTROCCA ACCOMMPAGNATA DAL RITMO DEI BATTIMANI, È GARANTITO L’EFFETTO DA CONGRESSO DEL PRESIDIUM DEL SOVIET SUPREMO DELL’UNIONE SOVIETICA.

    Ernesto Scura

    DA INTERNET :
    GRAMMATICA
    
    sentirsi
    regge l’infinito senza preposizione; quindi, è un errore dire: mi sento di morire; più correttamente si deve dire mi sento morire.

    Italiano
    @QueenOfFabulous le “genti” è una parola che non si trova più nei testi moderni. “forse si trova in qualche poesia un po’ articolata, as esempio ” le straniere genti” (foreigner populations).
    la gente e le persone sono la stessa cosa.
    a quel concerto c era molta gente.
    a quel concerto c erano molte persone.
    significano la stessa cosa.

    Ernesto SCURA

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