23 Aprile 2024 |

Tempo di lettura: 11'

Milano: gli abusi e le violenze nel carcere minorile Beccaria

Tredici agenti sono stati arrestati e altri otto sospesi. Il giudice parla di "sistema di violenze"
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Il fatto.

Il 22 aprile 13 agenti di polizia penitenziaria sono stati arrestati.

Sono accusati di aver commesso violenze e maltrattamenti nei confronti dei detenuti nel carcere minorile “Cesare Beccaria” di Milano.

Altri 8 agenti che avevano lavorato al Beccaria sono stati sospesi; 4 agenti, infine, sono indagati.

La procura di Milano ha condotto le indagini.

Le indagini.

Madri dei detenuti, psicologhe del carcere e il Garante dei diritti dei detenuti del comune di Milano avevano segnalato abusi.

Secondo l’accusa, un gruppo di agenti avrebbe abusato fisicamente e psicologicamente di almeno 12 detenuti minorenni.

I maltrattamenti sarebbero cominciati nel 2022 e sarebbero stati compiuti soprattutto nelle stanze senza telecamere, in modo che non ci fossero prove.

La giudice per le indagini preliminari del tribunale di Milano ha scritto che nel carcere ci sarebbe un «sistema di violenze, punizioni corporali, umiliazioni e pestaggi di gruppo» compiuti dagli agenti.

Alcuni episodi violenti sono emersi anche grazie alle testimonianze rese dai detenuti.

I direttori del carcere Beccaria.

Fra gli otto agenti sospesi c’è anche Francesco Ferone, l’ex comandante della polizia penitenziaria nel carcere Secondo l’accusa avrebbe agevolato e coperto le violenze.

Gli abusi sono emersi anche grazie alla collaborazione del nuovo direttore del Beccaria, Claudio Ferrari, in carica dallo scorso dicembre.

Nelle intercettazioni della procura, gli agenti indagati lo accusavano di voler collaborare con le autorità per fermare le violenze.

Le violenze.

Le violenze erano sia fisiche che psicologiche.

Secondo le testimonianze gli agenti ammanettavano i ragazzi con le mani dietro alla schiena, in modo che non potessero proteggersi, li prendevano a calci, pugni e anche frustate fino a farli sanguinare, li minacciavano e li insultavano con espressioni razziste.

Sembra che agenti considerassero le violenze educative.

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Foto di Ye Jinghan su Unsplash

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